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Omba, i lavoratori scioperano e incontrano il sindaco

Torri di Quartesolo – Quattro ore di sciopero oggi, dalle 9 alle 12, per i lavoratori della Omba impianti & engineering spa di Torri di Quartesolo, che hanno manifestato per mantenere viva l’attenzione sulla situazione dell’azienda e poi si sono spostati in municipio per illustrare il caso Omba al sindaco, Ernesto Ferretto.

Il corteo ha percorso via Camisana e via Roma e, giunto in municipio, una delegazione composta dai rappresentanti dei sindacati dei metalmeccanici di Cgil Cisl e Uil di Vicenza e dalle Rsu ha incontrato il primo cittadino. I lavoratori hanno palesato a Ferretto l’amarezza e la rabbia per le vicende della società che opera nel settore delle strutture in ferro per ingegneria civile, ponti e strade.

Ferretto si è impegnato a convocare un consiglio comunale straordinario per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica non solo a livello regionale, ma anche nazionale, sulla crisi che sta attraversando Omba.

“La politica – hanno sottolineato i sindacalisti nel corso dell’incontro – deve dare risposte quando, come in questo caso, una azienda funziona, ha commesse importanti, ma sussistono problematiche di carattere finanziario legate a ordinativi milionari e ritardi nei pagamenti”.

Al ritorno in azienda, dopo il colloquio con il primo cittadino, il corteo ha stazionato nelle vicinanze della rotatoria del centro commerciale Le Piramidi, bloccando il traffico per alcune decine di minuti.

“Riteniamo necessario – hanno proseguito – che venga interrotta la procedura di licenziamento, iniziata il 15 di gennaio, e anche che la pratica concordataria del 27 dicembre scorso si trasformi in un concordato in continuità. In sintesi l’azienda non deve svuotarsi, non deve perdere le maestranze e nemmeno le commesse che, in questi frangenti, la dirigenza sta rifiutando su ordine della proprietà”.

I sindacati hanno chiesto ai proprietari di Omba di essere presenti all’incontro programmato per il 15 di febbraio a Vicenza, nella sede di Confindustria. “Nel caso in cui i fratelli Malacalza non si dovessero presentare – conclude la nota – i lavoratori non escludono di organizzare una manifestazione a Genova, sotto la sede del loro gruppo”.

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