Omba, lavoratori a Genova sotto le finestre del padrone

Genova – Hanno manifestato a Genova, oggi, i lavoratori della Omba di Torri di Quartesolo, proprio davanti alle sedi delle industrie liguri di proprietà della famiglia Malacalza, che detiene anche la maggioranza assoluta dell’azienda vicentina che rischia di chiudere. Stamane all’alba circa ottanta tra lavoratori, Rsu e rappresentanti sindacali dei metalmeccanici di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil di Vicenza sono partiti alla volta della Liguria.

Arrivati a destinazione, davanti alla Asg e alla Paramed del gruppo Malacalza, hanno manifestato. A loro si sono uniti anche gli stessi dipendenti delle due aziende genovesi, che hanno scioperato un’ora, per solidarietà con i colleghi della Omba. Sul posto anche una delegazione dell’Ansaldo Energia e dell’Ilva, a portare il loro appoggio.

“L’intenzione dei lavoratori – ha detto il segretario generale della Fiom di Vicenza, Maurizio Ferron, che ha seguito di persona la manifestazione – era quella di portare la protesta più vicina al territorio del gruppo Malacalza, visto che la richiesta sindacale di avere al tavolo delle trattative la proprietà non è stata ascoltata”.

Da segnalare anche l’importante incontro, sulla delicata vertenza, che è in programma per domani, 27 febbraio, a Roma, al Ministero dello sviluppo economico. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto, oggi (ma lo ribadiranno anche domani), un’assunzione di responsabilità da parte della proprietà aziendale, che preveda sia la sospensione dei termini del licenziamento collettivo, sia la continuità produttiva.

“Entrambe le richieste – ha aggiunto Ferron – sono finalizzate a non disperdere il patrimonio di professionalità e competenza acquisito negli anni e a non chiudere la percorribilità di altre strade per risolvere la crisi, come una possibile cessione ad altri investitori”.

Un commento

  1. Uno Stato, una classe politica , che non pare in grado di esercitare tutte le prerogative che di fatto detiene,per creare i presupposti, strutturali e sociali, atti a rendere competitivo il sistema produttivo del paese, anche in considerazione del momento storico,”globalizzazione”, post crisi economica del 2008, <>.deve passare la mano , altrimenti corre il rischio di passare alla storia come il Conte Ugolino della Gherardesca, che per prolungare una effimere esistenza si cibò dei propri figli. mi si consenta la metafora.
    Cordialità
    Antonio Lanaro

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