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Omba, Fracasso: istituzioni facciano la loro parte

Venezia – “La situazione ad oggi rimane grave. Ma, di fronte alla possibilità che 130 dipendenti vengano lasciati a casa, ci deve essere uno scatto d’orgoglio da parte di tutte le istituzioni. Battersi contro la chiusura di un’azienda così importante, che fino a qualche mese fa era a pieno regime, significa tutelare il tessuto produttivo veneto”. Sono parole di Stefano Facasso, capogruppo del Pd nel consiglio regionale del Veneto, pronunciate in merito alla situazione in cui si trova la Omba di Torri di Quartesolo, azienda in liquidazione del dicembre scorso e con un futuro cupo per i suoi 130 dipendenti.

Stefano Fracasso
Stefano Fracasso

Fracasso era stato tra i primi ad intervenire in Regione con una interrogazione, che ha ricevuto adesso risposta dalla giunta regionale. Tutti d’accordo insomma nel fare il possibile per matenere viva la Omba e scongiurare la chiusura di questo stabilimento di carpenteria pesante, che ha sede a Torri di Quartesolo e che è di proprietà della famiglia Malacalza di Genova, azionista tra l’altro anche di Banca Carige. Come è noto le difficoltà di Omba sono soprattutto legate ad aspetti finanziari, e causate dalla inesigibilità di alcuni importanti crediti, anche da aziende pubbliche.

Inoltre, ogni trattativa sindacale, fino ad ora, non ha dato risultati. Una fumata nera si è avuta anche nell’incontro che c’è stato ieri, tra i sindacati e la direzione aziendale, presso la sede di Vicenza di Confindustria. Tra l’altro i sindacati lamentano proprio il fatto che non è stato possibile finora trattare direttamente con la proprietà. Una mediazione pubblica sarebbe dunque di grande aiuto…

“Ho chiesto nuovamente – spiega infatti ancora Fracasso – all’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan di avviare immediatamente un’interlocuzione con il Ministero del lavoro e dello sviluppo economico per trovare una soluzione che assicuri la prosecuzione della produzione e la garanzia occupazionale. In questa fase delicata tutte le parti sociali devono fare la loro parte”.

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