Voto a Vicenza, M5S incontra i quartieri

Macchina del fango, pauperismo e altre amenità

Vicenza – Non si preannuncia davvero divertente quel mese di campagna elettorale che abbiamo davanti. Soprattutto non sarà un esempio di correttezza e di nobiltà d’animo. Con ogni probabilità assisteremo ad ogni tipo di colpi bassi e di travisamento della realtà, a strumentalizzazioni e “rovesciamenti di frittata” persino offensivi per ogni persona intelligente. Ma tant’è, dobbiamo rassegnarci, sperare che le cose prima o poi cambino e che l’Italia divenga un “paese normale” e smetta di essere il regno dei più furbi e “degli amici degli amici”.

Quello che è certo è che i partiti e le coalizioni in campo in questi giorni si stanno allestendo per la contesa, stanno presentando i loro candidati, rispondendo alle polemiche su come sono state fatte le liste, cercando di spiegare perché è stata varata sul filo di lana una legge elettorale macchinosa e che non risolve nessun problema rispetto alle precedenti, che insomma disegnerà un altro Parlamento non di eletti ma di nominati.

C’è una polemica rovente in queste ore in Veneto, e riguarda il Movimento 5 Stelle, il cui responsabile della comunicazione Ferdinando Garavello, in un suo post su un gruppo chiuso di Facebook, dava suggerimenti, ai candidati pentastellati, che ricordavano quella che è stata chiamata la “macchina del fango”. La notizia è stata data con rilievo e clamore oggi da Il Gazzettino, che è riuscito ad avere il messaggio e lo ha divulgato. Il giornale veneziano riporta che Garavello avrebbe dato ai candidati a 5 stelle indicazione di cercare ogni notizia utile sugli avversi per gettare su di loro discredito, dalle foto imbarazzanti ad eventuali improvvide dichiarazioni. In questa campagna elettorale faremo molta comunicazione negativa sui partiti e sui candidati che corrono in Veneto, avrebbe aggiunto…

I 5 stelle si sono difesi dicendo che è stato estrapolato un passo isolato da un discorso più ampio, cosa che del resto viene fatta spesso, ed è anche vero che, separato da un contesto, un concetto espresso può avere un significato ben diverso da quello originale. Il Movimento 5 Stelle evidenza infatti che non si suggeriva di gettar fango sugli avversari ma di denunciare nefandezze purtroppo frequenti in Italia, come quella di candidare personaggi impresentabili, avventurieri che spesso hanno anche avuto a che fare con la giustizia e che quindi è bene smascherare.

Che sia vera l’una campana o l’altra, quello che è certo è che ben pochi ormai basano una campagna elettorale sulle idee e sui valori, spiegando cosa faranno in concreto per risolvere i più gravi problemi che abbiamo e dai quali discende tutto a cominciare dalla mancanza di lavoro, ovvero la corruzione, il clientelismo, il nepotismo, l’evasione fiscale, la mastodontica macchina della burocrazia e della spesa pubblica, la forbice tra ricchi e poveri che si allarga sempre più e che ora ha portato la classe media quasi sulla soglia della povertà a tutto vantaggio di pochissimi privilegiati che si arricchiscono sempre più. Altro che pauperismo, è solo una questione di giustizia!

F.O.

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