“La grande foresta” dall’ultima glaciazione a oggi

Vicenza – Presentazione, mercoledì 7 febbraio, alle 7.30, presso la Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, del nuovo libro di Daniele Zovi dal titolo “La Grande Foresta – Storia dei boschi dell’Altopiano di Asiago”. L’evento è organizzato in collaborazione con gli Amici dei Parchi, mentre il volume è edito da Rigoni di Asiago, che continua così una serie di pubblicazioni che hanno come obiettivo la valorizzazione della cultura e del territorio vicentino.

Zovi, profondo conoscitore dei boschi e già Comandante del Corpo Forestale dello Stato per il Triveneto, racconta i boschi altopianesi partendo dall’ultima glaciazione, oltre diecimila anni fa, passando per gli ultimi due secoli e soffermandosi sulle devastazioni della prima guerra mondiale. Prosegue con gli anni postbellici, ricordando che “si sono messi a dimora dieci milioni di alberi, uno sforzo di ricostruzione forestale unico nella storia d’Italia, forse d’Europa”.

“L’esito dei grandi rimboschimenti – spiegano gli organizzatori – è ben rappresentato da confronti fotografici tra l’Altopiano distrutto dalle bombe e gli stessi luoghi come si presentano ora, dopo cento anni. Il testo evidenzia le fragilità del bosco, raccoglie alcune brevi storie personali di compaesani, tocca argomenti che vanno dagli usi civici ai funghi, dall’esbosco alle distillerie, delineando una chiara e completa situazione dello stato attuale dei boschi di Asiago 7 Comuni. Il testo di Zovi è completato e impreziosito da un’appendice di Giustino Mezzalira, responsabile della ricerca agroforestale di Veneto Agricoltura, che descrive e propone un’idea in grado di contribuire concretamente allo sviluppo economico del territorio: una visione moderna per l’utilizzo del legname altopianese.

Nel presentare il volume, Andrea Rigoni, amministratore delegato della Rigoni di Asiago, scrive: “Questo libro parla con competenza e passione di territorio, di storia e di economia del nostro Altopiano. È dedicato a loro, ai nostri fratelli silenziosi che ci hanno accompagnato nel corso dei secoli, assistendoci, dandoci riparo, riscaldandoci e tanto altro ancora”. E conclude con un auspicio: “Nella speranza che l’utilizzo dei boschi diventi, come un tempo, il motore dello sviluppo economico, godiamoci la loro presenza, essa ci rasserena nella vita di ogni giorno, nutrendo la nostra anima con la loro bellezza”.

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