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Flavio Tosi
Flavio Tosi

Elezioni, parla Flavio Tosi, il centrista laico

Vicenza – Un centrodestra unito come nel ’94, quello cioè della discesa in campo di Berlusconi, nel quale il partito appena fondato dall’imprenditore di Arcore faceva da cerniera tra anime molto diverse, come quella della Lega Nord della prima ora, quasi indipendentista, e Alleanza Nazionale, fin dal nome invece nazionalista. Poi c’era un più modesto raggruppamento di ispirazione cattolica, il Ccd, guidato da Pierferdinando Casini, con quest’ultimo che adesso, ironia della sorte, naviga nelle acque controllate dall’avversario (forse), nientemeno che candidato per il Pd nella rossa Bologna.

Per il resto invece poche differenze, salvo alcuni connotati, come quelli di una Lega non più secessionista ma spostata assai più a destra, una destra nazionalista, diversa negli uomini ma non più di tanto nella sostanza, e Forza Italia, diversa in tutto ed al tempo stesso sempre uguale. Nella coalizione di quest’anno c’è anche il raggruppamento centrista, di ispirazione cattolica, la quarta gamba così detta, ma stavolta i centristi del centrodestra hanno varie anime.

Stiamo parlando di Noi con l’Italia, che raccoglie esponenti e gruppi politici che si erano allontanati dall’alleanza di centro destra, in particolare da Berlusconi e dalla Lega, collaborando anche con l’ultima maggioranza a guida renziana. Tra di essi c’è la componente che guarda Oltretevere, con radici in Comunione e Liberazione, rappresentata da Maurizio Lupi, ma c’è anche quella laica, un esponente della quale, soprattutto in Veneto dove è candidato, è l’ex sindaco di Verona Flavio Tosi…

“Al di là delle differenze – ci ha detto Tosi – e di qualche mal di pancia da parte di coloro che erano contrari alla presenza nella coalizione di componenti politiche che avevano sostenuto il governo Renzi, siamo uno schieramento unito e compatto, che condivide il programma e che lavora lealmente per vincere le elezioni. Noi con l’Italia fa parte a pieno titolo della coalizione di cehtrodestra, con pari dignità. Siamo presenti con nostri uomini in tutti i collegi e diamo il nostro contributo”.

E della legge elettorale voluta da Forza Italia, Lega e Pd, cosa ne pensa?

E’ una brutta legge, soprattutto perché non prevede che siano espresse preferenze. E’ vero che le liste sono composte da pochi nomi e che quindi l’elettore si rende conto di chi sta votando, tuttavia il risultato sarà un Parlamento fatto soprattutto di persone nominate dai segretari dei partiti. Personalmente penso che la migliore soluzione sarebbe stata una legge elettorale come l’Italicum che, funzionando in buona sostanza come la legge che abbiamo per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali, avrebbe dato più possibilità di scelta alla gente.

Non pensa che, con la situazione frammentata che c’è in Italia, un sistema tutto proporzionale, con le preferenze, e magari con una soglia di sbarramento, sarebbe più funzionale?

Il sistema proporzionale purtroppo non garantisce la formazione di maggioranze chiare, non garantisce insomma la governabilità, anzi assicura una endemica instabilità, come succedeva nella Prima repubblica, quando i governi duravano sei mesi o al massimo un anno. E’ vero che in altre nazioni, come la Germania, c’è da sempre un sistema proporzionale e le maggioranze durano l’intera legislatura, ma quella tedesca è una realtà molto diversa dalla nostra. C’è un’altra cultura, un’altra mentalità, difficili da replicare da noi.

Anche il maggioritario però, in Italia, non ha dato grandi risultati. La litigiosità è rimasta…

In buona parte è vero, forse dobbiamo anche noi impegnarci di più e litigare di meno.

Quale è la sua posizione su un tema difficile per il mondo cattolico com quello dei diritti civili?

Io ho una visione del mondo laica. Sulle unioni civili ad esempio sono, e sono sempre stato, a favore. Il nostro partito può avere al suo interno vari modi di pensarla su questo: c’è chi ha una visione, come me, di maggior apertura, più secolarizzata, e c’è chi invece è più attento ai dettami della fede. Il dialogo ed il rispetto reciproco però non mancano.

E, in campo economico, cosa pensa della globabilizzazione, spesso in questi ultimi tempi messa in discussione?

La globalizzazione ha fatto soprattutto danni. E’ servita alla grande finanza internazionale per far sempre più soldi, ed ha invece impoverito i popoli, aumentando le distanze sociali tra ricchi e poveri. Bisogna ripensarla, ed avere più attenzione per la gente ed i suoi bisogni. Ad esempio sono contrario al Ceta, il trattato di libero scambio tra Canada e Unione europea, che il nostro Paese non ha caso non ha ratificato. Sarebbe un grave danno, soprattutto per le nostre produzioni agroalimentari di qualità, e porterebbe vantaggi solo alle multinazionali aumentando quel solco tra i popoli e il grande potere internazionale.

Un’ultima riflessione sui temi ambientali…

Anche sull’ambiente bisogna cambiare passo e prestare più attenzione ai territori. C’è un dissesto idrogeologico preoccupante, anche e soprattutto dalle nostre parti. E’ necessaria una maggior attenzione verso questi delicati equilibri che, se modificati troppo, comportano conseguenze molto serie per tutti. Compreso l’inquinamento atmosferico, che causa il surriscaldamento del pianeta che sta portando cambiamenti climatici sui quali sarebbe un suicidio non riflettere seriamente.

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