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Elezioni, M5S: “No a infamie, delazioni e dossieraggio”

Venezia – “Il primo compito del Movimento 5 Stelle è riportare all’interno delle istituzioni i valori etici  di verità, da troppi anni calpestati. Per noi è impossibile affrontare la campagna elettorale con infamia e meschinità; il nostro metodo di comunicazione non può mirare a screditare l’avversario politico attraverso la caccia a foto compromettenti e nefandezze, non possiamo intenzionalmente cercare di spargere fango come la peggiore stampa scandalistica è solita fare al servizio di editori prezzolati o del peggiore offerente”.

Inizia così una nota diffusa da una ventina di portavoce del Movimento 5 Stelle nella quale si prende una chiara posizione sulla polemica dei giorni scorsi riguardante presunte indicazioni, date dal pentastellato Ferdinando Garavello, sul come fare la campagna elettorale, ovvero gettando fango sugli avversari. A firmare il documento sono in gran parte consiglieri comunali di tutto il Veneto, soprattutto comunque del veneziano e del padovano, ma c’è anche la consigliera regionale Patrizia Bartelle. Per la nostra provincia compare il nome di Mauro Fabbiani Consigliere comunale Torri di Quartesolo.

Nello scritto i firmatari prendono le distanze da chi strumentalizza, amplificandone i contorni, le parole di Garavello, che avrebbe soprattutto chiesto di smascherare eventuali candidati impresentabili, quelli cioè che ci sono in tutte le tornate elettorali e che purtroppo sono stati sempre presenti anche in parlamento a difesa di interessi inconfessabili. Ma le distanze vengono prese anche da chi comunque suggerisce di impostare una campagna elettorale con questi metodi, andando contro l’avversario con mezzi altrettanto discutibili, e non invece in modo propositivo convincendo per la bontà delle idee e per la trasparenza dei propositi.

“Se qualcuno che opera in nome e per conto del MoVimento – aggiungono infatti i firmatari – avesse commesso intenzionalmente o meno un atto così deprecabile crediamo che debba rassegnare le dimissioni senza indugio. Ci sentiamo obbligati con ogni mezzo e forma ad evidenziare la nostra dissociazione da questi metodi che non appartengono agli attivisti e ai portavoce che hanno aderito ad un chiarissimo codice etico. E’ il momento di prendere posizione con la massima chiarezza sul confine tra ciò che è lecito e ciò che è inaccettabile nella lotta politica. Le infamie, le delazioni e il dossieraggio non trovano la minima accoglienza all’interno del nostro MoVimento”.

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