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Consumo di suolo, Veneto non sarà cementificato

Venezia – “La nuova legge sul contenimento del consumo del suolo prevede l’obiettivo europeo del consumo zero al 2050. La Regione Veneto non solo rispetterà l’obiettivo, ma con il provvedimento della giunta, pone anche le condizioni per rimanere ben al di sotto delle superfici di suolo libero edificabili oggi presenti nelle pianificazioni dei Comuni, avendole tagliate di oltre il 40%”.

A parlare è l’assessore regionale al territorio e all’urbanistica, Cristiano Corazzari, intervenuto per rispondere alle accuse mosse nei giorni scorsi dal Partito Democratico sui contenuti del provvedimento della giunta veneta sulla ripartizione della quantità massima di consumo di suolo ammesso, all’esame della seconda commissione consiliare di Palazzo Ferro Fini.

“In ottemperanza alla legge – ha proseguito – il provvedimento ha impegnato le nostre strutture in una complessa e articolata attività di ricognizione, con la richiesta ai 575 Comuni veneti di conoscere la loro capacità edificatoria e poi di rielaborazione dei dati pervenuti dalle 541 amministrazioni comunali che hanno risposto, per definire la quantità massima di consumo di suolo ammessa nel territorio regionale fino al 2050”.

“Che quella del Pd sia una polemica pretestuosa – ha puntualizzato Corazzari – è dimostrato da quanto è accaduto durante le audizioni della Commissione su questo provvedimento: i rappresentanti dell’Anci, infatti, hanno manifestato la loro preoccupazione non per il rischio di cementificazione del territorio, ma per la scarsità di superficie di suolo disponibile in talune realtà territoriali”.

“Fantasiosa – ha continuato – anche l’accusa di aver operato dei tagli lineari tra i Comuni: nelle valutazioni effettuate la giunta, ha tenuto in considerazione aspetti importanti quali le specificità dei territori (montagna, collina, pianura e costiero), le caratteristiche qualitative, idrauliche e geologiche dei suoli, lo stato della pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica, le vocazioni agricole dei terreni, le situazioni di tensione abitativa. Come pure non è corretto effettuare un semplice confronto numerico tra la quota assegnata ai Comuni e il numero di abitanti, senza considerare la destinazione d’uso delle superfici, come accaduto, ad esempio, per il Comune di Canda, in provincia di Rovigo”.

“Noi -ha quindi concluso – stiamo rispettando i tempi previsti dalla legge e anche i criteri fissati per la definizione della quantità massima di consumo di suolo. Questa è solo la prima fase di applicazione della legge ma, come abbiamo sempre sostenuto, stiamo già lavorando per dare corso ad ogni azione possibile per promuovere processi di riqualificazione urbana, riqualificazione edilizia e ambientale e rigenerazione urbana sostenibile. Il che rappresenta il vero cuore delle politiche attive della Regione e la vera sfida per il futuro sviluppo urbanistico del Veneto”.

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