Chiusa Hit Show, la fiera delle armi che divide

Vicenza – “L’edizione della fiera delle armi Hit Show, che si è conclusa oggi a Vicenza, ha mostrato nei fatti una grave anomalia che il nostro Osservatorio ha evidenziato fin dalla prima edizione: senza una precisa definizione della sua mission e in mancanza di un rigoroso regolamento, il salone fieristico si configura come un’operazione ideologico culturale a favore delle politiche che intendono incentivare la diffusione delle armi in Italia”.

Non usa mezzi termini l’ Osservatorio permanente sulle armi leggere (Opal) di Brescia nel descrivere l’evento fieristico vicentino, giunto al termine tra le contestazioni, cosa che del resto è sucessa ogni anno. E’ soprattutto il fatto che l’esposizione è aperta anche ai ragazzi, perfino ai bambini (sempre naturalmente se accompagnati da un adulto) a lasciare perplessi. E’ anche vero quanto sottolinea Opal, ovvero il fatto che non mancano in questo evento fieristico i connotati ideologici.

“Non è un caso – continua infatti Opal – che nei giorni scorsi Hit Show abbia offerto la passerella a diversi esponenti del centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche: la fiera ha inviato ed accolto Matteo Salvini, Roberto Calderoli, Anna Cinzia Bonfrisco e Francesco Bruzzone, tutti candidati della Lega alle prossime elezioni politiche, e Sergio Berlato e Maria Cristina Caretta, candidati per Fratelli d’Italia. E’ quindi gravissima la responsabilità delle amministrazioni comunali e provinciali di Vicenza e di Rimini che, nel loro insieme, sono i maggiori soci azionisti pubblici (vedasi allegato) di Italian Exhibition Group società nata nel 2016 dalla fusione tra Rimini Fiere e Fiera di Vicenza, che con Anpam, (Associazione nazionale produttori di armi e munizioni) promuove la Hit Show”.

“I sindaci di Vicenza e di Rimini, Achille Variati e Andrea Gnassi, che sono anche i presidenti delle rispettive Province, nonostante l’impegno assunto nei rispettivi consigli comunali a definire, prima dell’odierna edizione, un nuovo regolamento della manifestazione fieristica, si sono accontentati delle rassicurazioni ricevute via lettera dal presidente di Ieg, Lorenzo Cagnoni. Nessuna modifica è stata apportata al regolamento di Hit Show e l’unica novità introdotta sono stati dei cartelloni che in fiera avvisavano che è espressamente vietato ai minori di maneggiare armi e munizioni esposte. Gli accompagnatori dei minori si rendono personalmente responsabili della vigilanza sugli stessi”.

Una mozione, approvata all’unanimità in consiglio comunale a Vicenza, lo scorso 21 settembre, e citata in un’interrogazione in consiglio comunale a Rimini il 7 dicembre, impegnava invece le due amministrazioni, in ragione della loro partecipazione azionaria in Italian Exhibition Group, ad esercitare una moral suasion nei confronti degli organizzatori di Hit Show, affinché si arrivi al più presto a definire un nuovo regolamento che riguardi sia i visitatori che gli espositori della manifestazione. Nonostante questo impegno, come detto, non è stata apportata alcuna modifica al regolamento.

La mozione, recependo le istanze segnalate da Opal, rileva che “Hit Show si caratterizza per essere l’unica manifestazione fieristica nei paesi dell’Unione Europea in cui vengono esposte tutte le tipologie di armi (per la difesa personale, per il tiro sportivo, per le attività venatorie, per collezionismo, repliche di armi antiche), escluse quelle definite da guerra, ed è un evento nel quale è permesso l’accesso a tutti, minori compresi, invece che ai soli operatori di settore”. Proprio in questo, secondo Opal, si manifesta un fondamentale aspetto dell’operazione ideologico culturale messa in atto”.

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