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Prosecuzione via Aldo Moro, da Roma i finanziamenti?

Vicenza – “A Roma ho intravisto al possibilità di ottenere finanziamenti certi per la prosecuzione di via Aldo Moro fino alla Postumia. Una soluzione che alleggerirebbe Vicenza dal traffico pesante e da quello di attraversamento a nord est. Con questo obiettivo sto cercando, in accordo con il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, di elaborare un atto aggiuntivo al Protocollo sulla variante alla strada provinciale 46 che impegni il ministero delle infrastrutture e dei trasporti a finanziare la progettazione e la realizzazione dell’opera. Oltre ai 5 milioni a cui attingere per la progettazione, ritengo infatti aggredibili i 3 miliardi di euro del fondo infrastrutture 2018. Ma serve aggiornare il protocollo finché c’è il governo, vale a dire entro febbraio”.

E’ questo l’impegno del sindaco di Vicenza, Achille Variati che, avviati i lavori della variante alla provinciale 46, punta ora l’attenzione sul secondo stralcio dell’intesa, che riguarda appunto la prosecuzione di via Aldo Moro. In sintesi, come illustrato questa mattina, il prolungamento si traduce in una nuova strada di 3,2 chilometri di lunghezza, che si snoderà dall’attuale rotatoria con strada di Bertesina fino alla Postumia.

A questo proposito Anas ha già realizzato indagini geologiche e tecniche, rilievi topografici aerei e alcuni studi preliminari. Due le opere significative previste: un sovrappasso all’intersezione con la linea ferroviaria Vicenza Treviso e un sottopasso all’incrocio con la Postumia che tutelerebbe anche i coni visuali di villa Imperiali.

“Dalla firma di quel Protocollo, nell’agosto 2013 – ha spiegato Variati facendo un passo indietro – sono successe cose importanti. Da un lato la società Autostrada ha confermato, nel piano economico finanziario, 15 milioni 875 mila euro per il potenziamento della viabilità di adduzione al casello della A31 di Vicenza nord, cioè per il prolungamento di via Aldo Moro. Dall’altro l’Unesco, al termine delle ispezioni in città, ha espresso parere negativo rispetto all’ipotesi di completamento della tangenziale a nord, vale a dire alla realizzazione degli stralci 3 e 4 del Protocollo, in quanto la nuova strada precluderebbe i naturali coni visuali verso le montagne, e ha invitato l’amministrazione a compiere approfondimenti e ipotizzare soluzioni alternative”.

“In terzo luogo il Comune ha effettuato uno studio sui flussi di traffico che, a proposito della prosecuzione di via Aldo Moro, ha evidenziato che anche nel medio e lungo periodo è sufficiente realizzare una strada a una sola corsia per ciascun senso di marcia. Infine, il costo del delicato nodo di Ca’ Balbi è uscito dal progetto del prolungamento, in quanto opera oggi connessa, e quindi finanziata, nell’ambito dell’alta velocità alta capacità ferroviaria. Di qui la decisione di puntare su un nuovo accordo per il finanziamento prioritario della progettazione e realizzazione del prolungamento, lasciando ad approfondimenti futuri lo studio del completamento dell’anello a nord”.

Variati ha poi commentato l’interpellanza presentata dal consigliere comunale Daniele Guarda sull’opportunità di concordare un cronoprogramma in relazione alla scelta del progetto di eliminazione del passaggio livello di Anconetta. “Il prolungamento di via Aldo Moro – ha spiegato il primo cittadino del capoluogo berico – potrebbe senz’altro costituire un’alternativa a viale Anconetta durante il cantiere per l’eliminazione del passaggio a livello, ma non credo che si possa pensare di avere la nuova strada in tempi brevi, mentre Rfi conta di arrivare alla conferenza dei servizi sul suo progetto già nell’autunno del 2018. Ecco perché ritengo sia opportuno non rallentare un’opera i cui soldi sono già presenti nella convenzione tra Rfi e Regione, ma sostenere la progettazione della migliore soluzione oggi possibile, che integri il percorso aereo con un sottopasso ciclopedonale per il collegamento tra le diverse funzioni del quartiere”.

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