sabato , 11 Settembre 2021
Mostra fotografica a Valdagno per la Giornata della Memoria - Foto di Cosimo Cardea
Mostra fotografica a Valdagno per la Giornata della Memoria - Foto di Cosimo Cardea

Valdagno, mostra fotografica per la Memoria

Valdagno – Nella Giornata della Memoria, per ricordare l’olocausto di milioni di ebrei durante la seconda guerra mondiale, Valdagno ricorda le vittime con una mostra fotografica di Cosimo Cardea dal titolo “C’è un posto sulla terra che è una landa desolata. Il lager si Auschwitz-Birkenau”, dal 27 gennaio al 12 febbraio, alla Galleria Dei Nani, aperta dal giovedì alla domenica dalle 17 alle 19. Sono possibili le prenotazioni per le visite delle scuole telefonando al numero 0445-428223.

Alle immagini in bianco e nero di Cardea si affiancano quelle, verbali, di chi ha vissuto l’esperienza del lager e ha trovato la forza di raccontarla, testimonianze di sopravissuti dunque, ma anche testi di ricercatori e storici. La mostra è stata inserita, per due anni, nelle iniziative previste dalla città di Torino nella ricorrenza del Giorno della Memoria ed è stata esposta in diversi contesti. E’ anche  disponibile in formato video.

Accanto alla mostra ci saranno le iniziative della Biblioteca civica Villa Valle, che quest’anno dedicherà la Giornata della Memoria a due figure importanti per i diritti dei bambini: Janusz Korczak, medico polacco che curava i bambini ebrei del ghetto di Varsavia, considerato il precursore della Convenzione dei diritti dell’infanzia, e Jella Lepman, fondatrice della Jugendbibliothek e dell’Ibby, tra le iniziative culturali più significative del secondo dopoguerra europeo. A disposizione inoltre l’accurata selezione di consigli di lettura sul tema dell’Olocausto e della resistenza pacifica contro il nazismo.

“Questa mostra – è il commento del fotografo Cosimo Cardea – nasce come momento di dialogo tra immagini fotografiche e testi letterari che appartengono a donne e uomini deportati in quanto ebrei, dissidenti politici, slavi, omosessuali, testimoni di Geova, Rom, ecc. che hanno vissuto il campo di Auschwitz Birkenau. L’intento è quello di avvicinarci al racconto di quello che ormai nell’immaginario collettivo è divenuto il Lager, assurto a simbolo della sopraffazione e dell’annientamento sistematico e organizzato da parte dell’essere umano nei confronti di altri essere umani”.

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