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Teatro, “Ritratto di donna araba” a Bassano

Bassano del Grappa – Va in scena mercoledì 24 gennaio, alle 21, al Teatro Remondini di Bassano del Grappa, lo spettacolo “Ritratto di donna araba che guarda il mare”, di Davide Carnevali, per la regia di Claudio Autelli e prodotto da Lab. 121 nell’ambito della stagione teatrale Città di Bassano, promossa dall’assessorato alla promozione del territorio e della cultura e curata da Arteven con il Teatro stabile del Veneto. Davide  Carnevali è il più europeo dei nuovi autori teatrali italiani, e questo testo, vincitore del Premio Riccione, ne è la più evidente dimostrazione.

Racconta di un turista europeo che, in una città del Nord Africa,  incontra una giovane donna, una sera al tramonto, davanti al mare. Così comincia una storia che si dipana come un thriller dai risvolti inattesi, nella quale l’autore ha cercato di mettere in evidenza “la presunzione sentimentale che caratterizza l’approccio dell’uomo occidentale sulla cultura orientale”.

“L’uomo europeo – si legge nella presentazione dello spettacolo – arriva, prende quello che vuole e se ne va, proprio come ha fatto l’Europa durante il colonialismo, senza aver capito davvero il valore delle sue azioni e le conseguenze del suo comportamento. Per noi occidentali nel medio oriente tutti sono arabi, stranieri, barbari allo stesso modo, ma in realtà in quei paesi ci sono tante culture e popoli che non sono semplicemente arabi, ma hanno tradizioni, lingue, culture millenarie e ben diverse da quella araba. Eppure l’uomo occidentale ha, ancora dopo secoli, il terribile vizio di semplificare, appiattire, livellare qualsiasi cosa incontri sul suo cammino”.

Gli attori in scena riescono a dare valore a questo aspetto culturale. Nei dialoghi emergono discrepanze di fondo, tensioni, percezioni diametralmente opposte, che non permettono una comunicazione diretta, chiara e sincera. Proprio attraverso l’utilizzo di un linguaggio sfuggente e scivoloso si verifica in tutta la sua forza lo scontro-incontro tra culture, che è pieno di ambiguità impossibili da sciogliere.

“Un testo elegante – si legge ancora nella presentazione -, denso di significati metaforici, che mette in primo piano il valore poetico della parola. A valorizzare appieno la forza evocativa della scrittura la regia precisa di Claudio Autelli che, usando un plastico della città ripreso e proiettato in presa diretta su uno schermo alle spalle degli attori, crea atmosfere di sospensione, consegnandoci un piccolo gioiello di teatro contemporaneo”.

“La vera genialità dello spettacolo sta infatti proprio nella messa in scena, nell’abilità con cui si riesce ad evocare sempre l’ambientazione giusta. Il plastico, visto con l’occhio di una piccola telecamera, riproduce una città mediorientale inquadrandola da diverse angolature, generando spazi e moltiplicando persone”. Per informazioni e prevendita: 0424 524214, 0424 519819, www.operaestate.it.

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