Arte, Cultura e Spettacoli

Prosa, “Purgatorio” al Teatro Astra di Vicenza

Vicenza – Andrà in scena sabato 20 gennaio, al Teatro Astra di Vicenza, “Purgatorio”, secondo capitolo della trilogia di Babilonia Teatri, iniziata con “Inferno” che fu portato sul palcoscenico vicentino nel 2015.  In scena ci saranno Enrico Castellani, Chiara Bersani e gli attori-non attori Daniele Balocchi, Maria Balzarelli, Carlo Trolli e Paolo Terenziani, della compagnia emiliana ZeroFavole, impegnata nello studio delle pratiche teatrali in un’ottica di inclusione e valorizzazione delle differenze personali, per una sensibilizzazione sulle tematiche della marginalità.

Lo spettacolo, di cui La Piccionaia è produttore esecutivo, inaugura la quarta edizione del progetto “Classico contemporaneo”, ideato dal Comune di Vicenza con il centro di produzione teatrale vicentino per indagare i nuovi linguaggi della scena. L’appuntamento è anche inserito nel cartellone “Terrestri 2017/18”, curato sempre dalla Piccionaia per il Comune di Vicenza con il sostegno di Ministero dei beni culturali, Regione Veneto e Provincia di Vicenza.

Purgatorio – si legge nella presentazione dello spettacolo – è l’ultimo capitolo di una ricerca in cui la vita irrompe sulla scena con tutta la sua forza, senza essere mediata dalla finzione. Un progetto che, come il precedente Inferno, gioca con Dante e con la sua Commedia in un continuo scivolare dalla verità alla finzione, senza mai svelare fino in fondo se quello a cui assistiamo è stato deciso o sfugge a qualsiasi controllo. Uno lavoro che svuota l’idea di peccato come il catechismo la insegna, e la seppellisce con una risata liberatoria e iconoclasta, confessando l’inconfessabile e raccontandoci le nostre debolezze e fragilità”.

“Lo spettacolo non mette in scena Dante – spiegano Enrico Castellan e Valeria Raimondi, fondatori di Babilonia Teatri – ma ne sposa l’epica. Ci ricorda l’unicità di ogni vita e la sua grandezza. Di ogni vita che abita il palco mostra l’essenza per godere della sua necessaria irripetibilità. Purgatorio è i nostri segreti e i nostri desideri. È un sacco da box che oscilla sopra le nostre teste, ricordandoci che la nostra parabola non è infinita: ogni attimo il tempo di oscillazione diventa sempre più breve, fino alla stasi. Alla pace. Con Purgatorio ci chiediamo se è dopo la fine che comincia il nostro purgare, come ci racconta Dante, o se invece, al contrario, con la fine gli si mette fine”. Per informazioni: info@teatroastra.it, www.teatroastra.it.

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