lunedì , 20 Settembre 2021

Stop a due centraline elettriche a Crespadoro

Crespadoro – Soddisfazione a Crespadoro e nella vallata del Chiampo per la decisione del comitato regionale Via (Valutazione di impatto ambientale) di dare parere negativo alla richiesta di realizzazione, da parte di società private, di due centraline idroelettriche. Il risultato è frutto di una grazie tra lo stesso Comune, il Consiglio di bacino Valle del Chiampo, Acque del Chiampo e soprattutto la Regione Veneto. Ne ha dato notizia stamane il sindaco di Crespadoro, Emanuela Dal Cengio, assieme al presidente del Consiglio di Bacino Valle del Chiampo, Giorgio Gentilin e al consigliere delegato di Acque del Chiampo, Andrea Pellizzari.

Presente anche Nicola Finco, capogruppo in Consiglio Regionale della Lega Nord,  che si è fatto promotore dell’istanza del Comune contro la realizzazione di 11 centraline nel territorio di Crespadoro. In totale, Crespadoro è interessato da 11 centraline. Una di queste è già stata realizzata, una è in costruzione. Per quanto riguarda le rimanenti nove, ora è stato dato parere contrario alle due principali, mentre per un’altra si prospetta a breve il parere del Via Regionale. Infine, per una delle centraline, vi è stata la rinuncia da parte del richiedente.

Le due centraline sulle quali è stato dato parere negativo sono quella in località Valbona, che prevede un’intubazione di circa 1,2 chilometri, un salto di 199 metri e una potenza di 68,32 kwh) e in località Campodalbero a ridosso della Piatta, per una intubazione di 1,3 chilometri, potenza di 197,60 kwh e salto di 158 metri.

“E’ una prima importante battaglia vinta per la tutela ambientale del nostro territorio – ha commentato il sindaco -. Ringrazio vivamente il Consiglio di Bacino, Acque del Chiampo e Nicola Finco, che in Regione si è battuto per dare voce alle istanze della comunità di Crespadoro. Le centraline previste sul nostro territorio sono altamente impattanti. Non sono contraria alle fonti rinnovabili ma mi oppongo allo sfruttamento generato dall’interpretazione di questa legge. Ricordo che le centraline progettate si trovano tutte lungo il corso principale del torrente Chiampo, per un tratto di circa 15 chilometri”.

“Quando il sindaco ci ha presentato il problema – ha aggiunto il presidente del Consiglio di bacino Valle del Chiampo, Giorgio Gentilin – ho subito coinvolto il consiglio ed il suo comitato esecutivo e abbiamo subito espresso la nostra contrarietà alle centraline nella zona di Crespadoro. Il nostro obiettivo è difendere l’acqua. La questione ha assunto un’importanza maggiore negli ultimi anni, nei quali si è registrata una fase di prolungata siccità, che ha coinvolto i Comuni che devono fornire l’acqua alla Valle, ai suoi cittadini e alle sue aziende”.

“La Regione Veneto – ha poi spiegato Finco, capogruppo della Lega in Consiglio Regionale – ha fatto pressione sul Ministero dell’ambiente perché il territorio Veneto è saturo. E’ stato chiesto al ministro Galletti di intervenire in maniera drastica, perché il sistema di incentivi statali previsto per questo tipo di impianti privati, che hanno lo scopo di favorire le fonti di energia rinnovabili, è molto impattante sul territorio e prevede la costruzione di manufatti attraverso i quali l’acqua viene intubata per lunghi tratti per generare energia elettrica. Gli effetti sul paesaggio, la flora e la fauna sono devastanti”.

La situazione – ha aggiunto Finco – è aggravata dal fatto che le centraline realizzate da fonti rinnovabili vengono considerate come opere di pubblica utilità, urgenti e indifferibili, con procedura di valutazione semplificata. Vengono realizzate da società quasi sempre estranee al territorio, per fini privati, mettendo in pericolo l’ecosistema. Sono già un centinaio le centraline sparse nei territori montani del Veneto e vi sono decine di pratiche avviate. Come Regione possiamo fare una valutazione tecnica con il Via, per frenare interventi ad alto impatto ambientale che hanno come obiettivo il guadagno di privati”.

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