Veneto

Ricorso al Tar della Miteni, l’azienda precisa…

A proposito del ricorso al Tar della Miteni, di Trissino, e dei 100 milioni di danni quantificati dall’azienda, dalla stessa Miteni Spa riceviamo e pubblichiamo quanto segue…

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Trissino – Miteni non ha chiesto il risarcimento di un danno subito ma ha quantificato al Tar il danno che subirebbe se dovesse essere realizzato il piano di monitoraggio indiscriminato conosciuto come 10 x 10 su tutto il terreno dello stabilimento. Quindi non si sta rivalendo per nulla che sia stato fatto e tantomeno per i controlli o le prescrizioni già attuate. Si sta ricorrendo, quantificando, su una prescrizione che i tecnici ritengono assurda poiché fare quel tipo di monitoraggio provocherebbe il fermo dell’impianto, il blocco delle bonifiche in corso, durerebbe molti anni e comporterebbe un costo tra interventi, perdita di produzione, di lavoro e demolizione di palazzine di quella entità: 98 milioni di Euro.

Anche palazzine sotto le quali non ci può essere nulla perché costruite prima che iniziasse la produzione di Pfas. Con il ricorso, Miteni ha dovuto quantificare il costo di un piano indiscriminato che fa effetto sul piano della propaganda ma è privo di motivazioni tecniche. Un piano che tutti i tecnici giudicano inutile se non dannoso e che non solo non risolve il problema ma allunga a dismisura i tempi della bonifica. Miteni non solo è disponibile a fare carotaggi 10 x 10 dove c’è il dubbio ci possa essere qualcosa da indagare ma ha anche proposto scavi a trincea che sono molto più accurati dei carotaggi, ma dove servono.

I rifiuti sul Poscola con i carotaggi non erano stati trovati ma con le indagini tecniche e le trincee sì. Il problema non si risolve facendo buchi a caso ma con indagini anche più approfondite dove ci sono motivi per farle. L’azienda è completamente d’accordo con quanto ha detto alla commissione parlamentare di inchiesta, su questo argomento, il direttore di Arpav dott. Dell’Acqua che ,da ottimo tecnico, ha dato la sua opinione che, di seguito, riportiamo:

“Per quanto concerne la caratterizzazione e le maglie, non è che la conferenza di servizio coordinata dalla Regione abbia voluto allargare la maglia a 35 piuttosto che a 10 o a 50 per 50. Io faccio il tecnico. Il tecnico dice che 50 per 50 è già una maglia sufficiente. Abbiamo deciso di farla 35 per 35 in prima approssimazione, perché se avessimo imposto alla ditta di farla 10 per 10 sarebbe stata veramente lunga e forse anche inutile. Avevamo deciso di fare un 35 per 35 proprio per dire: «Poi andiamo a vedere dov’è il caso di fare un 10 per 10… Adesso, insieme alla conferenza dei servizi che sta coordinando la Regione, possiamo indicare esattamente dove andare a fare il 35 per 35, dove eventualmente fare il 10 per 10 oppure dove, come è stato fatto quest’estate, addirittura esagerare, facendo uno sbancamento completo della zona e facendo le trincee, che sono molto più avanti del 10 per 10. Se faccio trincee profonde e lunghe, becchiamo tutto. Infatti, è facendo le trincee che si riesce a capire i profili dei terreni, come sono stati sedimentati nel tempo, se c’è roba naturale, se c’è roba di riempimento”.

Miteni Spa

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