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Referendum e democrazia diretta

Vicenza – Sulla soglia delle firme da raccogliere e il quorum di partecipazione in un referendum, è utile e importante considerare le raccomandazioni della Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto, la cosiddetta Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, che svolge una funzione di consulenza su questioni costituzionali nei confronti dei paesi europei. La commissione ha espresso una precisa raccomandazione nel suo parere 797/2014.

In questo parere la commissione consiglia di non prevedere un quorum di partecipazione né uno di assenso, in quanto avrebbero effetti non desiderabili sotto il punto di vista democratico. Le raccomandazioni della Commissione di Venezia, ritengono “consigliabile” non prevedere un quorum di affluenza del 50%+1 come previsto dalla normativa vigente, o un quorum per l’approvazione. I quorum di affluenza hanno almeno due effetti indesiderati: primo, le astensioni sono assimilabili ai voti contrari, e secondo, i voti espressi per una proposta che alla fine non raggiunge il quorum saranno inutili.

Gli avversari saranno tentati di incoraggiare l’astensione, cosa che non è salutare per la democrazia. I quorum di approvazione rischiano di “coinvolgere una situazione politica difficile, se il progetto è adottato a maggioranza semplice inferiore alla soglia necessaria”.

Per quanto riguarda il numero di firme necessarie per proporre un referendum, il numero di riferimento chiave sembra essere quello relativo alla soglia di 1/50 (2%) degli elettori. Un elevato numero di firme può indicare un ampio sostegno popolare. Tuttavia, esso non garantisce il supporto, perché le persone possono firmare perché sono convinte che la questione sia controversa e che dovrebbe essere decisa dal popolo (in qualsiasi senso). Parole chiare da parte di un autorevole organismo internazionale di alta competenza.

Il Consiglio d’Europa sta testando come la società civile e le autorità locali abbiano messo in pratica questa relativamente giovane Convenzione sulla partecipazione democratica, la Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto (meglio conosciuta come la Commissione di Venezia, perché s’incontra a Venezia – www.coe.int/venice) è l’organo consultivo del Consiglio d’Europa sulle questioni costituzionali.

Per capire l’importanza del parere su indicato, segnaliamo come esempio l’incerta democrazia che si pratica nel Comune di Costabissara (VI), dove un’amministrazione monocolore, pretende questo all’Art. 37 Referendum:
1. Un numero di elettori residenti non inferiore al 25% degli iscritti nelle liste elettorali può chiedere che vengano indetti referendum in tutte le materie di competenza comunale. […] 8. Il mancato recepimento delle indicazioni approvate dai cittadini nella consultazione referendaria deve essere adeguatamente motivato e deliberato dalla maggioranza assoluta dei consiglieri comunali.

È chiaro che ogni cittadino mosso da spirito civico, può controllare lo Statuto del proprio Comune di residenza. In genere lo si trova in Internet. Insomma, non solo i cittadini debbono superare numerosi ostacoli per indire un referendum al fine di indicare all’amministrazione pubblica bissarese cosa vogliono essa faccia.  Dopo che tali cittadini si sono democraticamente espressi, il Consiglio comunale (ripetiamo: in questo momento monocolore) si arroga in diritto di fare quello che vuole. Motivandolo, s’intende! E la chiamano amministrazione democraticamente trasparente.

Luciano Spiazzi

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