Veneto

Bufera sulla sanità veneta. Parla il Pd regionale

Venezia – “Domani depositeremo formale richiesta di attivazione del servizio ispettivo del Consiglio per una verifica sulla situazione delle liste d’attesa”. Ad annunciarlo sono i consiglieri regionali del Pd Stefano Fracasso e Claudio Sinigaglia, anche a seguito di quanto è emerso sui tempi delle liste d’attesa a Padova durante la trasmissione di Rai Uno “Petrolio”, condotta da Duilio Gianmaria, che ha denunciato un caso di concussione (così l’ha definito Cantone) e di pagamento in nero. Ricordiamo che l’inchiesta, andata in onda ieri, ha rivelato, con una telecamera nascosta, che un primario ha proposto ad una donna, che chiedeva di essere sottoposta ad un piccolo intervento, di saltare la lista d’attesa di sei mesi a fronte del “pagamento” di duemila euro.

“Giusto che sia la magistratura a verificare l’eventuale violazione delle leggi da parte di singoli operatori – sottolinea Fracasso – ma la situazione sulle liste d’attesa non è come ci viene raccontata dalla statistiche, dove i controllori sono anche i controllati. Ormai le direzioni generali dell’Ulss sanno come far quadrare i numeri sulla carta ma la situazione reale è quella di una mancanza evidente di medici e operatori e di attese lunghe per gli esami. Non ci siamo dimenticati di quando si prometteva che gli ospedali sarebbero stati aperti anche di notte, e addio alle liste d’attesa. La realtà purtroppo è ben diversa e per questo chiediamo una valutazione indipendente, attraverso il servizio ispettivo del consiglio regionale”.

“Chiediamo – aggiunge Sinigaglia – un’attività ispettiva sociosanitaria per verificare lo svolgimento dell’attività cosiddetta intramoenia, ovvero come si distribuisce l’attività privata dentro le strutture pubbliche, la sua regolarità e modalità di esercizio. Chiediamo la verifica del rispetto dei tempi d’attesa con procedura a campione e con modalità diversa rispetto alle procedure ora eseguite, per essere certi che il controllore non sia anche il controllato. Chiediamo di verificare l’attuazione di due leggi approvate dal consiglio regionale: l’articolo 28 della legge 19 del 2016 e all’articolo 38 della legge 30 del 2016, aventi per oggetto le liste d’attesa. Ci chiediamo in particolare perché non sia stato adottato il piano straordinario per ridurre le liste d’attesa, semplificare gli accessi e assicurare la presa in carico dei pazienti così come previsto dal comma 1 dell’articolo 28 della legge regionale 19 del 2016”.

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