Veneto

Infermieri, fuga dal pubblico a favore del privato?

Vicenza – Infermieri in fuga dal pubblico a favore delle strutture private? Sembra poter essere questa la tendenza per il futuro, tanto che, nella sanità, il 2018 potrebbe iniziare con proteste ed astensioni dal lavoro se non ci saranno scelte contrattuali ponderate. A renderlo noto è il sindacato della professione infermieristica, il Nursind, che non manca di sottolineare anche come i propri iscritti siano in aumento anche per quanto riguarda l’anno 2017, con 2600 lavoratori tutelati in più rispetto al 2016. Il sindacato rappresenta oggi oltre 32.600 i lavoratori, confermandosi il primo sindacato di categoria nell’ambito sanitario.

“A fronte della consolidata crescita nazionale – ha spiegato il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega – ci aspettiamo una considerazione maggiore della categoria sul rinnovo del contratto. Gli incontri relativi alla parte normativa sono già iniziati e non fanno presagire nulla di buono, ma pensiamo ci riserveranno ancor peggiori sorprese per quanto concerne la parte economica. Gli stanziamenti economici sono insufficienti e gravano sul Fondo sanitario nazionale che non è stato incrementato e deve far fronte all’attuazione dei nuovi Lea. Il 2017 è stato l’anno della legge sulla responsabilità professionale, a cui Nursind ha risposto con un’assicurazione compresa nella quota di iscrizione per coprire tutti gli associati dalla responsabilità per colpa grave. Anche la revisione del Testo unico sul Pubblico impiego, con i decreti di maggio 2017, ha permesso di aprire la tornata contrattuale che mancava oramai da più di otto anni”

Per quanto riguarda la situazione in provincia di Vicenza, il 2017 ha rappresentato, anche qui, un anno di consolidamento delle Direzioni aziendali e la concreta unificazione delle Ulss, che ha determinato cambiamenti sostanziali negli assetti organizzativi, con spostamenti importanti di personale. Molte le mobilità coatte poste in essere all’Ulss 8 berica, in particolare per il personale amministrativo. L’anno da poco concluso si è poi sostanzialmente caratterizzato per la firma di due storici accordi integrativi, che hanno omogeneizzato i trattamenti economici tra le Ulss che si sono accorpate.

“Riteniamo questi accordi, sottoscritti da tutte le organizzazioni sindacali – ha sottolineato il segretario provinciale del Nursind, Andrea Gregori –, un risultato eccellente per le dinamiche salariali dei lavoratori ferme da una decina di anni. Tra i temi più rilevanti, il trattamento economico della produttività che, grazie al sostegno economico regionale, è stato erogato senza perdite salariali ed in alcuni casi ha determinato un incremento della quota per i lavoratori. Sempre nelle dinamiche degli incrementi salariali, seppur con molte polemiche per i criteri e la trasparenza, si sono concretizzati migliaia di passaggi di livello per i lavoratori delle Ulss provinciali. Nell’Ulss 8 berica, inoltre, sono stati saldati gli straordinari pregressi, fino al 2015, per un importo di spesa di qualche milione di euro”.

“Possiamo affermare – ha agiunto Gregori – che il 2017 è stato l’anno della ripresa economica anche per gli stipendi degli infermieri. Se per gli aspetti economici il sindacato può dirsi soddisfatto, per il ruolo avuto ed i risultati conseguiti, altrettanto non si può dire per le dotazioni organiche del personale e la loro organizzazione nei diversi settori di impiego. I ritmi di lavoro sempre più sostenuti, associati all’invecchiamento progressivo delle professionalità infermieristiche, hanno portato, nel 2017, alcune novità senza precedenti per quantità di cessazioni volontarie e trasferimento nei settori produttivi della sanità privata. Questo aspetto desta molta preoccupazione nel sindacato”.

“Si stanno perdendo – ha concluso il segretario – professionalità di altissimo livello e con esperienza, che non hanno mai e ripeto mai creato problemi all’organizzazione del lavoro. Purtroppo, le Direzioni aziendali sembrano snobbare la situazione, non comprendendo i riflessi di determinate circostanze sulla qualità delle prestazioni erogate ai cittadini. Ad aggravare ancor più la situazione del personale infermieristico è la totale inerzia dei servizi delle professioni sanitarie nel procedere alla tempestiva sostituzione del personale cessato, pur in presenza di graduatorie utili derivanti dalle procedure concorsuali terminate nel 2017. Questo inizio del 2018 potrebbe dunque diventare per i lavoratori della sanità vicentina un periodo di protesta ed astensione dal lavoro a causa di queste scelte”.

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