Veneto

Impianti di malga Ciapela, Caner: “Legge da cambiare”

Venezia – “A proposito degli impianti di risalita di Malga Ciapela, sulle Dolomiti bellunesi, il problema sta nel dover applicare una legge statale che va oltre l’imprescindibile aspetto della salvaguardia dell’incolumità delle persone. Questa norma, che il Veneto è obbligato a recepire, mentre il Trentino Alto Adige no, in forza della sua autonomia, prevede che l’intera zona degli impianti debba essere immune da pericoli valanghivi. Una spada di Damocle che pesa su tutti i procedimenti di rinnovo delle concessioni e una sperequazione inaccettabile tra territori confinanti: una legge da cambiare e al più presto”.

A parlare è Federico Caner, assessore veneto al turismo, ai trasporti a fune e all’economia e sviluppo montano. Il suo intervento fa riferimento alle valutazioni espresse dall’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale (Arpav) sui rischi da valanghe che potenzialmente potrebbero incombere sui tracciati e sulle infrastrutture degli impianti del versante bellunese della Marmolada.

“La modifica di questa normativa – ha proseguito Caner – sarà una della prime istanze della Regione al nuovo governo che si formerà dopo le elezioni di marzo. Con questo non si vuole certo abbassare l’asticella sul fronte della prudenza e della tutela dell’incolumità di chi lavora e di chi si diverte sulle nostre pista da sci. Ma non è chiudendo gli impianti di risalita che si risolvono i problemi”.

“Quello che conta è essere pronti e preparati a procedere con una eventuale interruzione delle attività in caso di eventuali situazioni di pericolo e con la messa in sicurezza di tutte persone, mettendo in atto adeguati piani e strumenti per l’allertamento e per l’intervento in modo efficace e tempestivo se si dovessero manifestare rischi”.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare...
Close
Back to top button