Politica

Elezioni politiche 2018, presentate le liste

Vicenza – Quanto a primati l’Italia è davvero imbattibile. Quale altra nazione democratica nel mondo sarebbe infatti capace di rinnovare un Parlamento, bicamerale, di oltre mille seggi, in poche ore, con pochi tratti di penna e con solo il “lavoro” di poche persone? Eh sì, perché non illudiamoci, il 4 marzo andremo solo a ratificare quelle scelte che un manipolo di segretari di partito ha già fatto, stilando e presentando, ieri sera, le liste definitive dei candidati. Con la legge elettorale che abbiamo, tutta nuova ed al tempo stesso tanto vecchia, avremo nuovamente un Parlamento composto soprattutto da nominati, e non da eletti.

Due terzi dei deputati e senatori saranno infatti eletti con il sistema proporzionale senza preferenze, quindi passeranno quei candidati messi in testa alle liste dai segretari dei singoli partiti, in numero proporzionale ai voti ricevuti. Il restante terzo invece sarà eletto con sistema uninominale, in collegi più piccoli (ricordiamo che nel proprzionale il Veneto è diviso in due soli grandi collegi mentre nell’uninominale la sola provincia di Vicenza ha tre collegi), nei quali passa un solo candidato, quello che prende più voti

Scorrendo le liste presentate si può già prevedere chi, nel proporzionale, sarà eletto e chi rimarrà invece a casa. Lo stesso, o quasi, nell’uninominale, per lo meno in quelle regioni dove uno schieramento prevale nettamente sull’altro, con i partiti che corrono da soli tagliati fuori del tutto. Il Veneto è una di queste, con il centrodestra a fare da mattatore. Non poteva mancare quindi, in queste ore, la polemica da parte di coloro che, di fatto, sono stati esclusi in partenza.

Così ad esempio nello schieramento di centrosinistra (composto, per la verità, soprattutto dal Partito Democratico), dove l’unica sicura di essere eletta, al Senato, è Daniela Sbrollini, deputata uscente e candidata a Vicenza nell’uninominale ma soprattutto capolista nel proporzionale. Poche le speranze invece per gli ormai ex senatori Rosanna Filippin e Giorgio Santini, la prima candidata nel proporzionale, per la Camera, a Vicenza, collocata al terzo posto nella lista, il secondo invece nell’uninominale, per il Senato, a Bassano, dove il centro destra prevale in ogni previsione.

Quanto a Filippo Crimì, essendo secondo in lista nel proporzionale, sempre a Vicenza, dovrebbe farcela, specialmente se la capolista, Lucia Annibali, volto simbolo a livello nazionale delle violenze sulle donne, sarà eletta in altri collegi dove si presenta, a cominciare da quello uninominale di Parma. Per quanto riguarda i parlamentari uscenti, non si presenta questa volta Federico Ginato. Sembra che abbia detto “no grazie”, preferendo rinunciare piuttosto che essere una comparsa, o peggio un “riempitivo”, e questo gli fa onore. L’accusa principale che viene fatta nel centronistra è soprattutto una: Renzi ha fatto delle liste di suoi fedelissimi.

Non va meglio nel centro destra, dove i nomi forti anche a livello nazionale figurano in testa alle liste, mentre coloro che sono più legati al territorio avranno più difficoltà ad essere eletti. Nel proporzionale Veneto 02 ad esempio in testa alla lista di Forza Italia, per la Camera c’è il nome di Renato Brunetta, in cima a quella della Lega c’è Silvia Covolo seguita al secondo posto da Erik Pretto, mentre Fratelli d’Italia mette in lista, nell’ordine, Sergio Berlato e Maria Cristina Caretta.

Per quanto riguarda la così detta “quarta gamba” del centro destra, ovvero Noi con l’Italia – Udc, essa candida come capilista nel proporzionale, al Senato il veronese Flavio Tosi, mentre alla Camera c’è un vicentino che fa una sorta di rentrée, ovvero Costantino Toniolo. Nei tre collegi uninominali del vicentino invece, le destre candidano, per la Camera Pierantonio Zanettin a Vicenza, Germano Racchella a Bassano e Maria Cristina Caretta a Schio, mentre al Senato troviamo candidati Niccolò Gehedini a Bassano e Erika Stefani a Vicenza, entrambi anche capilista rispettivamente di Forza Italia e Lega al proporzionale, e quindi sicuri di essere eletti.

Questo riguardo alle due coalizioni in campo, che poi sono quelle che hanno fatto la legge elettorale, qualche mese fa, fra le critiche e le accuse di tutti gli altri. Tutti gli altri che invece si presentano da soli come partito, e quindi sono penalizzati in partenza proprio dalla legge che di fatto favorisce le coalizioni. Inconcepibile tutto questo, che non sarebbe mai avvenuto in qualsiasi altra di quelle nazioni civili e sviluppate con le quali ci confrontiamo, specialmente se si considera che, tra questi altri, c’è quello che in tutti i sondaggi è il primo partito italiano, ovvero il Movimento Cinque Stelle, che non votò questa legge assieme alla compente ex Pd uscita dal partito in polemica con Renzi, oggi in campo con il nome di Liberi e Uguali.

Non potendo competere con le coalizioni, sarà difficile per questi partiti che corrono da soli eleggere qualcuno nell’uninominale e per questo, si disse a suo tempo, che la legge era stata pensata e scritta proprio per penalizzarli, mettendo nel mirino soprattutto i 5 stelle. Da segnalare, concludendo, che tra i candidati pentastellati vicentini non ci sarà stavolta Enrico Capelletti, mentre in generale, a livello nazionale, sono molti i nomi che si mettono in gioco per la prima volta, per lo più provenienti dalla così detta società civile.

F.O.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare...
Close
Back to top button