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Banche, risparmiatori truffati citano Intesa Sanpaolo

Vicenza – E’ stata depositata questa mattina, dall’avvocato dell’associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”, Francesco Ternullo, l’istanza per la citazione di Intesa Sanpaolo come responsabile civile, in qualità di cessionaria di Banca Popolare di Vicenza, acquisita simbolicamente a 0,50 centesimi. Nell’istanza, come già fatto dallo stesso avvocato nel processo in corso a Roma contro Veneto Banca, si precisa che il decreto legge 99/2017, interpretato secondo Costituzione, non è idoneo ad escludere la responsabilità di Intesa Sanpaolo per le obbligazioni risarcitorie a carico della banca cedente, non potendo derogare alle norme che prevedono la responsabilità solidale dell’acquirente di azienda.

E’ una strada che si apre e che lascia sperare in un risarcimento per i tanti, troppo, risparmiatori truffati dalle banche popolari venete ora fallite? Vedremo, e lo speriamo sinceramente per loro. Certo è che Intesa Sanpaolo ha già avvertito che darà battaglia, e che non accetta di dover risarcire i soci azzerati. D’altro canto è vero che Intesa, che è il più grande istituto italiano, si è vista regalare due banche di rispettabili dimensioni, con tanto di immobili di prestigio di proprietà, e che talvolta un po’ di giustizia la si vede perfino in Italia…

Sempre per quanto riguarda l’associazione vicentina dei risparmiatori truffati, c’è da segnalare che il suo presidente, Luigi Ugone, ha scritto una lettera, nei giorni scorsi, ai commissari liquidatori della ex Banca Popolare di Vicenza e a Fabrizio Viola, ringraziandoli per la richiesta di revocatoria fatta sui beni degli ex vertici BpVi, un atto importante con il quale beni che sono stati ad esempio passati ai figli, da parte degli imputati, potrebbero essere usati per risarcire almeno in parte le vittime una volta giunto a sentenza il processo per il crac della banca vicentina.

Da segnalare infine un pungente giudizio di Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza su quanto sta succedendo in queste ore in Commissione Banche. “Il parto di più relazioni – commenta l’associazione – dimostra la divergenza di interessi all’interno della stessa: una torre di Babele che non dà garanzie ai risparmiatori truffati. Chiediamo alla commissione di fornire alle associazioni i documenti che possiede e chiediamo a tutte le associazioni che si sono fatte strumentalizzare dalla politica in questa commissione, di unirsi alla nostra richiesta. Vogliamo i documenti. Ci appartengono! Appartengono ai risparmiatori. Ancora una volta avevamo ragione”.

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