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Vicenza, Cub: “Niente pasticci di fine mandato”

Intervento del sindacato di base Cub, di Vicenza sulla questione degli immobili comunali e della decisione dell’amministrazione berica di rinunciare al progetto Fondo immobiliare. La responsabile del sindacato, Maria Teresa Turetta, parla anche della questione del trasferimento di alcuni servizi comunali nel Front office di via Torino

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Vicenza – Il sindaco di Vicenza Achille Variati, a sopresa, ha annuciato lo stop alla svendita degli immobili comunali al Fondo immobiliare e il conseguente svuotamento del centro storico dei principali palazzi comunali. Ora Variati fermi il trasloco degli uffici in via Torino. Non è un caso che, dai primi giorni di ottobre, i dipendenti comunali siano in uno stato di agitazione votato all’unanimità per protestare contro l’amministrazione Variati, che prosegue imperterrita nei suoi progetti scellerati.

Meglio un onesto passo indietro che un pasticcio di fine mandato, come quello che si sta profilando con un trasloco inutile e costosissimo, programmato a ridosso delle elezioni politiche della prossima primavera. I problemi dei servizi ai cittadini devono essere risolti, non spostati in un palazzo fatiscente imbellettato alla bell’e meglio con interventi urgenti e dell’ultima ora. Sarebbe come dare una mano di cipria a un malato terminale. Ai cittadini servono servizi senza attese ed efficienti e per questo si devono investire risorse umane e formazione continua.

La Cub, assieme alla Rsu e alle sigle sindacali in essa rappresentate, ha prorogato di un altro mese lo sciopero del lavoro straordinario di tutti i dipendenti comunali e ha proclamato uno sciopero delle ultime due ore di ciascun turno di lavoro, il 20 dicembre, con manifestazione sotto i palazzi comunali. Le ragioni dello scontento dei lavoratori sono molte: oltre alla questione del Front office di via Torino, è indispensabile procedere alla stabilizzazione di tutti i precari comunali che stanno tenendo in vita i servizi educativo scolastici. Con la legge Madia ora Variati non ha più scuse e deve sanare l’elevato livello di precariato presente nei nidi e nelle scuole d’infanzia comunali.

Maria Teresa Turetta – Cub Vicenza

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