Vicenza, Cub attacca sul front office di via Torino

Vicenza – Continua a Vicenza la polemica a proposito del trasferimento di alcuni uffici comunali in via Torino. E’ il sindacato di base Cub a riproporre la questione, per altro prorogando lo sciopero del lavoro straordinario fino al 22 gennaio. Sarà anche indetta una manifestazione, a breve, con la proclamazione di uno sciopero di due ore a fine turno, così come votato nell’ultima assemblea dei lavoratori comunali. Il sindacato prende le mosse dai corsi di formazione che si stanno facendo al personale per prepararlo ad operare nelle nuove condizioni di via Torino. Un addestramento che è cominciato nei giorni scorsi e che la Cub definisce inutile. Si tratta del corso di “formazione comportamentale e motivazione“ per i dipendenti comunali che saranno gli sportellisti nel front office.

“Dai lavoratori coinvolti – spiega il sindacato in una nota firmata da Maria Teresa Turetta – ci giungono notizie sconfortanti in merito a questi corsi. Del resto era facilmente prevedibile che andasse a finire così: corsi inutili per un trasloco inutile che avverrà a ridosso delle elezioni politiche, a partire dal prossimo mese di marzo. Una genialata di fine mandato, un obiettivo strategico di un’amministrazione che non ha saputo ideare nulla di concreto per i servizi ai cittadini. Basti pensare ai tempi di attesa per avere un appuntamento per la carta di identità elettronica o per ottenere un certificato storico.

“Un pessimo regalo alla città – continua la Cub -, in spregio ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali. Respingiamo al mittente le chiacchiere e dell’amministrazione Variati, che non ha saputo, in tutti questi anni, avere un’idea organizzativa e un progetto di concreto miglioramento dei servizi ai cittadini. Il front office di via Torino, tra l’altro, avrà una nuova e strapagata figura dirigenziale, così come previsto nella Direttiva di giunta comunale del 14 ottobre scorso che istituisce il dirigente unico del Settore Sistema informativo comunale e Front office, con una maggiorazione della retribuzione di risultato pari al 30%  dell’indennità di posizione, vale a dire circa 15 mila euro (lordi) in più oltre ai 100 mila  (lordi) che percepisce mediamente un dirigente all’anno”.

“Questo incarico – conclude la Turetta – fa gola ai dirigenti comunali che, numerosi, stanno presentando le proprie candidature. Sono quegli stessi dirigenti che sono rimasti muti per tutta la durata della seduta della Commissione consiliare affari istituzionali, convocata dalle minoranze proprio per parlare di front office alla presenza dei componenti Rsu: un silenzio imbarazzante per noi ma non per loro, evidentemente”.

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