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Vicenza, chi ha paura del Cannabis store?

Vicenza – Desideriamo rassicurare l’opinione pubblica vicentina. Non c’è nessun pericolo, nonostante qualche dichiarazione che abbiamo letto: è innocuo, ed è ridicolo anche considerarlo diseducativo. Parliamo del negozio Cannabis store Amsterdam, che ha appena aperto i battenti a Vicenza, in via Gorizia, e che ha suscitato polemiche in alcuni ambienti conservatori. Le levate di scudi a cui abbiamo assistito, soprattutto da parte di personaggi politici del centrodestra, sono solo campagna elettorale, magari un po’ in anticipo ma pur sempre di questo si tratta.

Già la sottospecie con Thc, considerata ancora stupefacente e classificata come Cannabis indica, e nello specifico una sua accettazione da parte della nostra società come ormai avviene in tanti paesi civili, non dovrebbe giustificare certi toni, figuriamoci la vendita di biscotti, caramelle e tisane al gusto di una blanda Cannabis sativa, quella cioè praticamente priva di ogni principio attivo, quella la cui coltivazione è sempre stata per altro nella nostra tradizione e con la quale si facevano tessuti e cordame.

L’intraprendente giovane che ha aperto la nuova attività, Kristian Cecchinato, con un passato come lavoratore nel campo della logistica, ha avuto un’idea originale… Un po’ furba forse, dato che strizza l’occhio alla liberale ed avanzata Olanda, dove fumare uno spinello non è reato e non scandalizza nessuno.

Naturalmente l’apertura del negozio è in regola: il titolare ha presentato una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) e, a quanto ci ha detto, non ha (giustamente) incontrato resistenze o difficoltà da parte del Comune di Vicenza. Del resto negozi di questo genere ce ne sono ormai parecchi in Italia, ed anche in Veneto, sorti tranquillamente senza particolari scandali.

Peccato distinguersi sempre per i toni illiberali ed anche un po’ provinciali. Non della gente però, né del vicinato, dato che Cecchinato ci ha detto che nessuno, nei dintorni del negozio, gli si è dimostrato ostile o ha avuto comunque qualcosa da ridire.

Quando impareranno certe componenti della nostra società, quelle più arroccate sul passato, sui luoghi comuni e, soprattutto, sulla loro posizione di dominio, che l’individuo nasce libero ed ha il diritto di vivere come preferisce fintanto che non pregiudica i diritti e la libertà degli altri?

F.O.

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