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Banche, Uilca: “Non si è imparato dagli errori fatti”

Roma – “Durante l’audizione di questa mattina in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, abbiamo sentito, da autorevoli esponenti della Banca d’Italia e della commissione stessa, la riproposizione della validità della prospettata fusione tra le due ex banche popolari venete, ovvero la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Ribadiamo che questa fusione, secondo noi, sarebbe stata un gravissimo errore”.

E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi dal sindacato dei bancari Uilca, il cui segretario generale, Massimo Masi, ricorda che, “già nel novembre 2016 era stato fatto uno studio, dal Centro studi Uilca Orietta Guerra, secondo il quale era necessario un risanamento delle due banche, come è successo dopo la fusione in Intesa Sanpaolo, e non certo la fusione tra due istituti già zoppicanti”.

Lo studio metteva in evidenza, tra le altre cose, come il cost/income dei due istituti veneti fosse di molto superiore alla media delle banche italiane, ed il rapporto tra crediti deteriorati e crediti netti superiore al 22%. Inoltre, in caso di fusione, nel Veneto sarebbero allocati quasi il 70% degli sportelli della ipotetica nuova banca, con la presenza doppia in 58 comuni.

“Abbiamo inviato questo studio – continua Masi – alle istituzioni, al management dei due istituti, al Ministero dell’economia e ai politici locali. Dispiace, ad un anno di distanza, constatare che nessuno ci ha dato retta, snobbando dati accertati e chiari sul disastro si sarebbe venuto a creare, di lì a breve, sia per l’economia del Veneto (ripercuotendosi a cascata su tutta l’economia italiana) che per la tenuta occupazionale, creando una vera e propria macelleria sociale, che oggi invece abbiamo scongiurato. Non dobbiamo dimenticare che molti uomini politici del Veneto auspicavano un intervento del Cavaliere bianco, cioè di un salvatore delle due banche”.

“Non solo, è sconcertante che oggi si riproponga una tale ipotesi come soluzione dei mali arrecati – aggiunge Masi -. Capisco che siamo in campagna elettorale, ma è evidente che non si è imparato nulla dagli errori del passato. La Uilca, sindacato laico, riformista e pragmatico, poco interessata alle chiacchere di cortile e più interessata alla tutela dell’occupazione, resterà sempre vigile sull’operato della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario e, anche se non sarà mai ascoltata, non smetterà di gridare a gran voce le proprie proposte e indicare al paese le responsabilità di chi ha causato questa crisi”.

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