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Primarie, Conte: “Risultato che è la fine di un ciclo”

Vicenza – “Sono state primarie vere, questo non si discute, perché i numeri testimoniano che la selezione del candidato sindaco è ormai un fatto consolidato”. E’ il commento sulle primarie del centrosinistra di  Vicenza, di Giorgio Conte, uno dei possibili candidati alla carica di sindaco dell’opposto schieramento di centrodestra, e quindi proprio il possibile competitor di Otello Dalla Rosa, che ieri le ha vinte, clamorose sorprese a parte. Conte, presidente dell’associazione  #saràbellissima, prosegue parlando di una domenica di passione per la coalizione progressista…

Giorgio Conte
Giorgio Conte

“Il segnale che arriva a tutti – sottolinea l’esponente del centrodestra vicentino – è che anche nel centrosinistra ci sia voglia di cambiamento, di discontinuità. Nonostante Dalla Rosa sia un iscritto Pd, ed abbia avuto ruoli importanti in Aim, nominato da Variati, è stato percepito come un elemento di rottura, a cui comunque credo poco. Quale discontinuità può rappresentare chi ha fatto parte ed appartiene tuttora alla galassia del governo cittadino degli ultimi dieci anni? Siamo certi che non si tratta di un’abile mossa di propaganda? Secondo Conte, quanto è avvenuto domenica, sembra più un regolamento di conti interno, per non lasciare a Variati la scelta del suo successore.

“Il prezzo più alto – sottolinea – lo ha pagato proprio Bulgarini D’Elci, sconfitto malamente ai seggi nonostante l’irrituale endorsement del suo padre politico. Comunque aver preso le distanze dal pensiero unico di  Variati e del suo portavoce, ha premiato, seppur di poco, l’unico aspirante che ne ha definito i difetti, le insufficienze e le contraddizioni. Dalla Rosa, molto più degli altri candidati, ha fatto politica nella polis, ha incontrato la gente, ha interpretato l’aspettativa del suo popolo di uscire dalla terrazza della Basilica e provare a dare una visione meno autoreferenziale del governo della città.

“Il giovane Possamai invece – ha poi concluso Conte -, pur trainato da tanti suoi coetanei e dai leader del Partito Democratico, paga per il dato anagrafico, meno rassicurante per una città come la nostra che è sempre prudente, ma saprà dimostrare il suo valore e capitalizzare il consenso ottenuto”.

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