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Popolare di Vicenza, primo giorno del processo

Vicenza – Primo giorno oggi per il processo che vede alla sbarra la Banca Popolare di Vicenza e sei dei sui ex vertici, un processo che in città è molto atteso da tanti e da fin troppo tempo. Con straordinarie misure di sicurezza ed un notevole numero di agenti a presidiare il tribunale di Borgo Berga, si tengono nell’aula C del palazzo di giustizia vicentino, nei giorni di oggi, del 14 e del 15 dicembre, le udienze filtro che permetteranno la costituzione delle parti civili in quello che è destinato ad avere la dimensione di un vero e proprio maxi processo.

Gianni Zonin
Gianni Zonin

Molti di coloro che si costituiranno parte civile, e si parla di parecchie migliaia, lo faranno attraverso le varie associazioni dei risparmiatori, tra le quali c’è anche la più numerosa ed agguerrita sul nostro territorio, ovvero Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza che, solo lei, supporterà un migliaio di risparmiatori truffati nel costituirsi parte civile. Anche il Comune di Vicenza sarà parte civile, e persino la Banca d’Italia. Naturalmente da questo processo, che si annuncia molto lungo e complesso, ci si aspetta giustizia, che non la facciano franca insomma coloro che hanno bruciato i risparmi di tante famiglie e minato l’economia della città e non solo.

Samuele Sorato
Samuele Sorato

Ricordiamo che ci sono stati anche dei suicidi qualche anno fa, di risparmiatori disperati che hanno visto la serenità della loro vecchiaia svanire a causa della perdita del gruzzolo investito nella BpVi. Principale imputato, come si sa, è l’ex presidente della BpVi, Gianni Zonin, dominus incontrastato per un ventennio non solo della banca ma, si può dire, dell’intero territorio berico.

Gli altri imputati sono Samuele Sorato, all’epoca direttore generale della popolare vicentina (la sua posizione però è stata oggi stralciata per motivi di salute e  sarà valutata dal gup l’11 gennaio), l’ex presidente di Confindustria Vicenza Giuseppe Zigliotto, che era nel consiglio di amministrazione della banca, e i dirigenti di allora Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta, Paolo Marin e Massimiliano Pellegrini. Le accuse oggetto del processo, sono quelle di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza. E’ possibile che in queste udienze preliminari sia anche richiesto il sequestro dei beni degli imputati, prima che… non rimanga più niente sui cui rivalersi in caso di condanna.

Da segnalare che Zonin è stato anche convocato a Roma, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. L’appuntamento di Zonin con la commissione presieduta da Pierferdinando Casini doveva essere venerdì 15 dicembre, ma i suoi legali si sono appellati al legittimo impedimento perché lo stesso giorno l’ex banchiere è impegnato nel processo vicentino. Zonin è stato così convocato per domani, 13 dicembre. E’ piuttosto noto comunque lo scetticismo che circonda la commissione d’inchiesta parlamentare, soprattutto da parte di coloro che sono stati vittime della spregiudicatezza dei vertici bancari in questi anni.

La politica non sembra in grado in effetti di fare giustizia, e tantomeno di favorire una effettiva restituzione del maltolto, anche perché essa è stata fin troppo vicina al mondo della finanza negli ultimi decenni. La magistratura quindi è l’ultima speranza, ed è per questo che il momento attuale, soprattutto a Vicenza, è importante e sotto certi aspetti storico, per evitare che ci sia un allontanamento definitivo dell’opinione pubblica dalle istituzioni.

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