L’azione di oggi a Venezia (Foto tratta dal sito web di Greenpeace Italia)
L’azione di oggi a Venezia (Foto tratta dal sito web di Greenpeace Italia)

Pfas, protesta a Venezia di Greenpeace e comitati

Venezia – Azione di protesta sul tema dell’inquianamento da Pfas, questa mattina, a Venezia, davanti al consiglio regionale.  Una trentina di persone, tra attivisti di Greenpeace, della Climate defense unit e rappresentanti del gruppo Mamme non Pfas, hanno raggiunto in barca Palazzo Ferro Fini, chiedendo un incontro con gli amministratori regionali. Nessuno però ha ricevuto  la delegazione, rimasta delusa dopo ore di attesa di quell’incontro che invece era stato promesso.

Si è conclusa così, spiega Greenpeace, con amarezza, in una nota, l’azione davanti alla sede del consiglio regionale del Veneto, per protestare contro il grave inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) che interessa un’ampia area tra le province di Vicenza, Verona e Padova. “Se prima ci domandavamo da che parte stesse la Regione in questa vicenda della contaminazione da Pfas, adesso lo sappiamo: non dalla parte dei cittadini”, è il commento sconsolato di Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna inquinamento di Greenpeace Italia.

Da sottolineare che è stato anche appeso sul pontile uno striscione nel quale si legge “Bonifica subito” e non mancavano i cartelli nei quali si chiedeva anche la chiusura della Miteni, considerata la principale responsabile dell’inquinamento da Pfas nel Veneto.

Nel primo pomeriggi invece è intervenuta proprio la Miteni, in risposta alla protesta veneziana. “La zona da bonificare in Miteni – scrive in una nota l’azienda di Trissino – non solo è già stata identificata ma la bonifica è anche già partita da tempo. La bonifica delle acque è in corso da quattro anni e sono state asportate 300 tonnellate di terreno nell’area in cui vi era la contaminazione dei rifiuti seppelliti negli anni ‘70. A ciò si aggiunge l’importante lavoro fatto per isolare la falda sottostante lo stabilimento, che ha portato risultati superiori al 99%. Non si capisce dunque come si possa chiedere oggi l’avvio di operazioni di bonifica già in corso da tempo con importanti risultati già conseguiti e documentati dagli enti”.

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