Il ministro della salute Beatrice Lorenzin - Foto tratta da www.governo.it (CC BY-SA 3.0)
Il ministro della salute Beatrice Lorenzin - Foto tratta da www.governo.it (CC BY-SA 3.0)

Pfas, il ministro: “La plasmaferesi non li rimuove”

Venezia – “Da parte della ministra della salute, nel corso del question time alla Camera, è arrivato un chiarimento ed un forte ammonimento al Veneto in merito all’utilizzo della plasmaferesi terapeutica che la giunta Zaia vuole adottare per affrontare l’emergenza sanitaria dei Pfas. Dal suo intervento emergono tutti i pesanti dubbi ai quali la giunta non ha voluto dare risposta in questi ultimi mesi, malgrado le mie ripetute sollecitazioni”. A dirlo è la consigliera regionale di opposizione Cristina Guarda (Amp), commentando i contenuti della risposta della titolare del dicastero della ad un’interrogazione di un gruppo di parlamentari veneti del Partito Democratico.

“Beatrice Lorenzin – continua la consigliera regionale – non solo ha affermato che il ministero e l’Istituto superiore di sanità non sono mai stati formalmente interessati dalla Regione Veneto circa l’utilizzo di questa terapia, ma ha soprattutto fatto presente che non risultano evidenze scientifiche, né specifiche raccomandazioni, in ordine alla possibilità di rimuovere gli Pfas o gli Pfoa attraverso l’uso della plasmaferesi. Anzi, le più recenti linee guida in materia non li includono tra gli inquinanti che possono essere rimossi con questa tecnica. E sempre secondo la ministra, la Regione Veneto, prima di sottoporre le persone a questo trattamento, avrebbe dovuto procedere ad una sperimentazione preventiva, in particolare nei confronti dei bambini e degli adolescenti, più esposti a conseguenze per la salute”.

Ed in conclusione Cristina Guarda evidenzia che “sebbene sia lodevole cercare soluzioni al problema Pfas nel sangue, sarebbe doveroso farlo nel rispetto della scienza e a garanzia della salute specialmente dei minori. Non è certo responsabile proporre un trattamento senza aver verificato se è utile, quali effetti produce e se davvero valga la pena di investire milioni di euro senza dati chiari è precisi. Queste informazioni si possono ottenere solo attraverso una sperimentazione, perché non possiamo permetterci di sottoporre ad un trattamento invasivo cittadini e minorenni senza aver alcuna certezza”.

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