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Pfas, “Ministero informato sulla plasmaferesi”

Venezia – “La possibilità, offerta ai cittadini del Veneto, di utilizzare la plasmaferesi per la disintossicazione del sangue dalla presenza di Pfas è stata comunicata al Ministero della salute il 4 luglio di quest’anno, con una lettera del direttore generale Domenico Mantoan, con allegate le delibere nr. 851/2017 e 854/2017. Nessuno, fino a oggi, ha segnalato alcuna controindicazione, né la necessità di una sperimentazione preventiva”.

La precisazione è contenuta in una nota diffusa oggi dalla Direzione regionale sanità del Veneto, in risposta a quanto ha detto in Parlamento, durante il question time, il ministro della salute Beatrice Lorenzin sulla procedura di plasmaferesi offerta in Veneto nell’ambito delle iniziative assunte per la tutela della salute delle persone coinvolte nell’inquinamento da Pfas.

“La procedura – si legge ancora nella nota – è stata avallata dagli esperti della sanità regionale con valutazioni favorevoli e scientificamente documentate, pressochè opposte rispetto a quelle esternate oggi dal ministro, nonchè autorizzata dal Comitato etico regionale del Veneto. La plasmaferesi offerta ai cittadini con i maggiori tassi di inquinamento del sangue è già stata eseguita su 106 pazienti adulti (nessun bambino o adolescente) che l’hanno richiesta, con ottimi esiti di diminuzione della presenza di Pfas e senza che si sia verificato alcun effetto collaterale. Sarà nostra cura inviare al ministro ampia e rigorosa documentazione scientifica su questo dato di fatto”.

“L’attività a cui fa riferimento il ministro è stata indicata espressamente nella delibera regionale del mese di giugno sulle attività da mettere in essere rispetto al grave problema ambientale e di salute, ed è iniziata a settembre, dopo averne dato comunicazione al Ministero e all’Istituto superiore di sanità. Sorge spontaneo chiedersi cosa sia cambiato da allora ad oggi e come mai, trattandosi di un rischio come quello ipotizzato oggi dal ministro, non ci sia stata data di questo tempestiva comunicazione e si sia atteso un question time, il 13 dicembre, per lanciare un siffatto allarme”.

La nota dei responsabili della sanità regionale si conclude con la richiesta al Ministero della “documentazione scientifica sulla quale il ministro si è basata per le sue dichiarazioni e le eventuali nuove li indicazioni sulle terapie da mettere in atto”. La Regione ricorda inoltre che “la plasmaferesi era inserita nelle motivazioni con le quali è stato chiesto un finanziamento al Ministero della salute che, a seguito della richiesta, ha messo a disposizione la somma di due milioni di euro”.

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