Pedemontana, Puppato (Pd): “Anac ci dà ragione”

Roma – “Un aumento del contributo pubblico inammissibile che ha falsato la concorrenza, con impiego di risorse sbilanciato sulle finanze pubbliche, e un ritardo ingiustificabile nei lavori per la Pedemontana, che non ha portato ad una revoca del mandato al promotore del project Sis come sarebbe stato obbligatorio sulla base del codice dei contratti. Tutto ciò è quanto da mesi  sto denunciando, inascoltata. Per concludere la strada, obiettivo prioritario per cui abbiamo manifestato anche recentemente con tutto il Pd, era necessario avere il coraggio di cambiare rotta quando era possibile farlo, evitando di indebitare i veneti per i prossimi 40 anni, tra l’altro per una strada indispensabile, ma che doveva vedere pedaggi gratuiti per i residenti”.

Lo dice Laura Puppato, senatrice veneta del Partito Democratico, che prosegue con la raccomandazione di “non lasciarsi ingannare dall’unico apprezzamento contenuto nella lunga fila di contestazioni di Anac, che porteranno la procura della Corte dei Conti a doversi occupare della vicenda. “La gestione diretta dei pedaggi da parte della Regione – ricorda infatti la senatrice democratica -, è infatti in realtà la conferma che tutto il rischio di impresa è ora nostro, mentre  il privato, grazie alle incapacità sovrapposte di Galan-Zaia, non metterà soldi propri ed ha la garanzia che i bond non saranno coperti dai volumi di traffico ma dalla Regione con la tassazione generale”.

La Puppato continua sottolineando come al danno si aggiunga la beffa, visto “che il progetto originale della superstrada Pedemontana veneta prevedeva il pedaggio gratuito per i residenti, mentre ora dovranno pagare tutti”. Ricorda infatti che “anche Anac ritiene troppo ottimistiche le stime di traffico, e quindi nel dire che la Regione gestirà il pedaggio, si sta già prefigurando una futura perdita economica che pagheranno i nostri figli”.

“Non posso non sottolineare ancora una volta – conclude Puppato – quello che Anac ha detto chiaro e tondo e che è sotto esame anche da parte della Corte dei Conti, ovvero che l’idea di costruire, tramite project financing, una strada a percorrenza veloce che togliesse traffico dal centro dei comuni e collegasse le province di Treviso e Vicenza alle arterie autostradali si è definitivamente arenato, per incapacità certa di chi, per 15 anni, ha raccontato frottole. Alle fanfare tante volte suonate in mille inaugurazioni ora si contrappone l’ennesimo fallimento della classe politica veneta, sotto inchiesta per incapacità come nel peggiore Sud Italia tanto vituperato”.

Un commento

  1. Francesco Cecchini

    Puppato un caso eclatante di ipocrisia politica.

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