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Pedemontana, Cappelletti: “C’è poco da far festa”

Roma – Leggo in questi giorni dichiarazioni di giubilo da parte di esponenti della maggioranza in Regione, per il raggiunto closing finanziario della Pedemontana Veneta. Io credo che ci sia ben poco da festeggiare. Innanzitutto gli oneri finanziari sono pesantissimi, dal 5% all’8%, in particolare se confrontati ai tassi di mercato per opere analoghe, ad esempio il 2,115%  del Passante di Mestre. In secondo luogo perché quest’opera, colpevolmente sovradimensionata, oltre a strizzare i cittadini, ha inesorabilmente violentato il territorio ed andrà a travasare una enorme quantità di denaro pubblico nelle tasche dei privati, peraltro stranieri.

Sapete quanto ammonta il costo di costruzione di Pedemontana Veneta? 2,258 miliardi di euro. Sapete quanto pagheranno per questa infrastruttura i cittadini e gli automobilisti? Almeno 13 miliardi 23 milioni e 507 mila euro (mancano nel computo molte opere complementari). Oltre 25 mila miliardi di lire, più di 250 miliardi a chilometro, per intenderci.

Tale importo è dato dalla somma di:

  1. 614 milioni 910 mila euro, di contributo statale
  2. 300 milioni di euro di contributo della Regione, tramite mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti
  3. 12 miliardi 108 milioni e 597 mila euro di canoni al concessionario fino al 2059

Dunque una domanda va fatta a Zaia, ma anche a Chisso e Galan: perché, per un’opera dal costo di poco superiore ai 2 miliardi, cittadini ed automobilisti ne dovranno pagare 11 in più?

Ciò che è certo è che, se al project financing fosse stata scelta la strada della gara d’appalto, come previsto dal codice degli appalti, i cittadini avrebbero risparmiato una cifra enorme, oltre ad essere più garantiti da ruberie e mangiatoie varie.

Continuando a realizzare opere pubbliche spendendo 5 o 6 volte il loro costo, non dovremo sorprenderci se non resteranno più risorse per i servizi essenziali dello Stato come la scuola, la sanità, la sicurezza o la tutela del territorio. Pedemontana Veneta purtroppo, é solo un esempio di spreco colossale di risorse, ma é anche un’opera che – proprio in virtù di questo fiume enorme di denaro – é riuscita a mettere d’accordo tutti, dalla Lega a Forza Italia al PD nazionale. E’ la regola: le grandi opere che sprecano miliardi uniscono la politica sempre, miracolosamente. Con buona pace dei cittadini, che ancora una volta saranno chiamati a pagare il conto. Salato.

Lo stato dei lavori e la grave ferita già inferta al territorio non consentono di rinunciarvi. Ma il contratto capestro tra Regione e concessionario va impugnato, in tutte le sedi. L’opera va riappaltata con gara pubblica, non prima di aver rivisto il progetto, per ridurre dimensione ed impatto ambientale e per sfruttare la viabilità esistente (quello che… ancora non é stato sventrato). Se si potesse procedere in questo senso, il risparmio per cittadini ed automobilisti potrebbe arrivare a 11 miliardi di euro. Per il territorio, sarebbe inestimabile.

Senatore Enrico Capelletti – Movimento 5 Stelle

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