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Lupo, un incontro a Gallio per fare il punto

Lupo, Lav: “A Venezia, schizofrenia istituzionale”

Venezia – Mercoledì scorso la Conferenza Stato Regioni avrebbe dovuto discutere del piano nazionale di gestione e conservazione del lupo, ma il disaccordo tra le Regioni ha portato ad un rinvio della discussione.Quindi se ne riparlerà, ma non si sa quando. E il contesto politico, con il governo in scadenza, garantisce certamente tempi lunghi. I lupi possono quindi tirare un sospiro di sollievo, nessun fucile si rivolgerà contro di loro.

“La posizione minoritaria delle Regioni favorevoli alle uccisioni – spiega in una nota l’associazione animalista Lav -, ovvero Toscana, Valle d’Aosta e  province autonome di Trento e Bolzano, conta ora un nuovo alleato, rappresentato dall’assessore alla caccia del Veneto, Giuseppe Pan. Che però, stando alle sue recenti dichiarazioni, si rallegra del fatto che il piano non sia stato approvato. Non potendo ammazzare subito i lupi, perché nella sua attuale formulazione il piano dispone il ricorso alle armi solamente dopo due anni dall’adozione, ha preferito bloccarne il percorso di approvazione”.

“Sulla questione del lupo la Regione Veneto si conferma in preda a una schizofrenia istituzionale – è il commenta di Massimo Vitturi, responsabile animali selvatici della Lav – dopo che a febbraio Zaia si era chiaramente espresso contro ogni ipotesi di uccisione dei lupi, ora interviene il suo assessore Pan, che sostiene di aver contribuito alla bocciatura del piano perché non gli avrebbe consentito di attentare alla vita dei lupi prima del 2019. Se invece di inseguire a ogni costo la possibilità di uccidere i lupi, l’assessore si fosse fatto promotore dell’adozione di tutto il piano con l’esclusione del capitolo relativo agli abbattimenti, oggi i comparti produttivi che insistono sugli stessi territori frequentati dal lupo beneficerebbero di ben 21 azioni di prevenzione contenute nel piano”.

“La Lav – si legge ancora nella nota – da più di un anno si è schierata a favore dell’approvazione di tutti i punti che costituiscono il piano lupo, con la sola eccezione di quello riguardante gli abbattimenti. Il Veneto, invece, dopo essersi fatto bocciare da Ispra un fantasioso piano di cattura e traslocazione dei lupi, dopo aver approvato l’uscita dal progetto Life Wolf Alps e la conseguente rinuncia dei finanziamenti dei mezzi di prevenzione, rivendica oggi il fattivo contributo nell’averne bloccato sine die l’approvazione.

“E’ chiaro che amministrazioni regionali come quella del Veneto – conclude l’associazione animalista – sono del tutto inadeguate per poter trattare la delicata questione della ricomparsa del lupo sul territorio la schizofrenia politica, dettata dalla continua ricerca del consenso politico, ha determinato una situazione di stallo. E’ ora che Zaia intervenga dando un chiaro segnale, riprenda in mano la situazione a partire dalla sua dichiarazione contro ogni abbattimento e sostenga l’approvazione di tutto il Piano nazionale di gestione e conservazione del lupo con l’esclusione del punto che prevede gli abbattimenti”.

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