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La Regione: “Basta negozi aperti nei giorni festivi”

Venezia – La Regione del Veneto ribadisce il suo impegno affinché in Italia sia modificata la disciplina degli orari e delle giornate di apertura dei negozi. Lo ha annunciato l’assessore regionale allo sviluppo economico e al commercio Roberto Marcato che, insieme alla sua collega alle politiche sociali Manuela Lanzarin, ha fatto il punto sulla materia e sulle iniziative da portare avanti, in particolare la presentazione di un atto di impegno a porre in essere ogni utile attività all’approvazione della modifica della disciplina normativa degli orari di vendita, da sottoporre per la firma a tutti i candidati veneti alla carica di deputato e di senatore per la prossima legislatura.

Marcato ha ricordato come “le aperture senza nessun criterio di ragionevolezza, anche in occasione delle prossime festività natalizie, stiano nuovamente suscitando polemiche e prese di posizione”. La Regione del Veneto si era assunta l’onere di individuare strategie per superare la delicata problematica della liberalizzazione degli orari di vendita e dei giorni di apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali, competenza di cui le Regioni sono state espropriate.

“Per questo – ha sottolineato l’assessore – abbiamo dato vita ad un tavolo regionale, che abbiamo voluto chiamare etico, per la sua valenza sotto questo profilo, aperto a comitati, associazioni di categoria, parti sociali e con il coinvolgimento dei parlamentari veneti”. Infatti con il decreto legge 201/2011, il cosiddetto “Decreto Salva Italia” adottato in un momento di crisi profonda, è stata imposta la liberalizzazione anche per quanto riguarda gli orari di vendita e i giorni di apertura domenicale e festiva dei negozi, pensando di contribuire a rivitalizzare l’economia.

“E’ dimostrato – ha aggiunto Marcato – che non c’è stata nessuna ricaduta economica positiva dalle liberalizzazioni, che spalmano le stesse vendite su sette giorni invece che su sei, aumentando le spese e sottoponendo i lavoratori a turni di lavoro irrazionali. Il Decreto Salva Italia non è servito a nulla e quello che non serve va cambiato. Per questo ci siamo rivolti ai parlamentari veneti per sollecitare una rapida approvazione del disegno di legge statale di disciplina della materia relativa alle chiusure domenicali e festive dei negozi, approvato il 25 settembre 2014 dalla Camera dei deputati e ancora all’esame del Senato. L’iniziativa veneta è stata poi recepita dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e si sono espressi favorevolmente tutti gli schieramenti politici, ma l’iter legislativo in Parlamento non si è sbloccato”

Anche l’assessore Lanzarin ha posto l’accento sulla valenza etica, valoriale, umana della questione. “Oggi – ha detto la Lanzarin – ci si interroga su quali politiche sociali debbano essere attuate, si parla di tenuta della famiglia, di come rilanciare questa istituzione, ma assistiamo invece al contrario. In questo caso le festività, che sono i momenti più importanti della coesione familiare, vengono trascorse al lavoro. La famiglia deve essere il caposaldo delle nostre politiche e i giorni di festa diventano fondamentali dal punto di vista relazionale”.

E’ stata infine ricordata la richiesta, già formulata, di riportare queste competenze in capo alle Regioni, in modo da poter modulare sul territorio le aperture ma avendo come punto fermo la fissazione di un numero di chiusure festive inderogabili. Inoltre, mentre a livello internazionale si sta registrando su questi temi un’inversione di tendenza, qui in Italia si continua ad investire nei grandi centri commerciali. A questo proposito, la Regione del Veneto, nel collegato alla legge di stabilità 2018, attualmente in approvazione in consiglio regionale, introdurrà una norma che obbligherà il comune che intende accogliere sul proprio territorio una nuova grande struttura di vendita a concordare questa decisione con i comuni limitrofi.

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