Enti pubblici, pagamenti più veloci a Vicenza

Enti pubblici, pagamenti più veloci a Vicenza

Vicenza – Se in altre parti d’Italia gli imprenditori debbono attendere in media 58 giorni per vedere pagati i lavori svolti per pubbliche amministrazioni, a Vicenza i giorni di attesa sono la metà, contro una media regionale assestata a 47. 
E non è tutto. Rispetto ai dati nazionali, il territorio vicentino si distingue anche per una quota inferiore di enti che non hanno effettuato pagamenti nel 2016 (o non li hanno comunicati): 38,4% contro un 51,3% nazionale.

Sono questi i primi elementi che emergono dell’analisi fatta da Confartigianato Vicenza sui dati diffusi dal Ministero economia e finanza (Mef), relativa ai pagamenti nel 2016 effettuati da 6.547 pubbliche amministrazioni per un ammontare di 115,4 miliardi di euro riferiti a quasi 23,7 milioni fatture ricevute dai fornitori per un totale di 149,2 miliardi di euro. 
Nel dettaglio, a Vicenza i dati si riferiscono a 125 pubbliche amministrazioni per un ammontare di 1.015 milioni di euro riferiti a quasi 277 mila fatture ricevute dai fornitori per un totale di 1.182 milioni di euro.

Nella documentazione del Mef sono presenti 78 enti vicentini (38,4%) che non hanno effettuato (o non hanno comunicato) pagamenti nel 2016: un totale di 28.919 fatture inevase (pari al 9,5% ) per un importo totale di 65 milioni di euro (corrispondente al 5,2% dei debiti). 
Tenuto conto che tutte le amministrazioni pubbliche sono tenute a pagare le proprie fatture entro 30 giorni dalla data del loro ricevimento, ad eccezione degli enti sanitari che di giorni ne hanno 60, si osserva un tempo medio di pagamento (ponderato per gli importi delle fatture pagate) di 40 giorni.

Entrando nello specifico gli enti sanitari, che rappresentano il 67,1% del totale spesa delle pubbliche amministrazioni, pagano in media in 45 giorni. Seguono i comuni, che gestiscono il 28,9% della spesa, con 30 giorni. Gli altri enti (che rappresentano il 4% dei pagamenti) si assestano su una media di 26 giorni. Tutte le singole tipologie di ente, quindi, risultano in media entro i limiti massimi dei tempi di pagamento.

Analizzando la composizione degli enti pagatori e degli importi pagati si rilevano tempi di pagamento oltre i limiti di legge per il 36,8% degli enti che rappresentano il 9,8% dei pagamenti.
 Nel dettaglio il 5,9% degli enti sanitari paga oltre il limite dei 60 giorni (tempo in cui concentrano l’1,4% dei pagamenti) mentre pagano oltre i 30 giorni due comuni su cinque (40,4%) e il 50% degli altri enti.
 Tra gli enti per cui non risultano pagamenti si contano 27 comuni (pari al 22,3% del totale) con 13.924 fatture inevase (pari al 48,1% delle fatture non pagate) per un importo di 25,9 milioni di euro (39,8% del totale dei debiti).

Sono 15 (pari al 46,9% del totale) invece gli enti sanitari per cui non risultano pagamenti a fronte di 8.530 fatture emesse (pari al 29,5% delle fatture non pagate) per un importo di 24,8 milioni di euro (38,0% del totale debiti). Tra gli altri enti, 3 su 4 non hanno effettuato pagamenti, a fronte di 6.465 fatture (22,4% delle fatture non pagate) per un importo di 14,4 milioni di euro (22,2% dei debiti).

Mettendo a confronto Vicenza con le altre realtà venete, ancora una volta la provincia berica conquista i primi posti. Vicenza, con 40 giorni in media di pagamento, risulta tra le più virtuose, essendo dietro solo a Treviso (37 giorni). Più elevati i tempi medi di pagamento delle pubbliche amministrazioni a Padova (53 giorni), Rovigo e Venezia (50 giorni), anche se in generale i tempi medi di pagamento di tutte le province del Veneto restano comunque inferiori ai tempi medi nazionali.

“I tempi di pagamento sono uno degli argomenti cardine della vita di un’impresa, sia che riguardino i rapporti tra privati che tra pubblico e privati – commenta Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Vicenza -. La gestione economico finanziaria di ogni impresa, anche di piccole dimensioni, oggi è diventata cruciale in particolare alla luce delle profonde trasformazioni del mercato del credito che oggi valuta attentamente il merito della gestione d’impresa”.

“I dati della nostra analisi – conclude Bonomo – testimoniano che è stato fatto un passo avanti e che dalle nostre parti le cose vanno molto meglio rispetto alla media nazionale. Siamo per questo orgogliosi di avere da tempo lottato per stimolare, ai diversi livelli, la politica locale per far comprendere l’entità del problema. I nostri amministratori sono stati recettivi capendo che noi imprenditori quei denari li reinvestiamo nelle nostre attività, per offrire alle amministrazioni e alle comunità servizi sempre migliori”.

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