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Fondo Immobiliare, Conte: “Perché a fine mandato?”

Giorgio Conte, promotore dell’associazione #saràbellissima ed uno dei possibili candidati a correre per la carica di sindaco di Vicenza, per il centrodestra, alle amministrative della primavera prossima, interviene sulla questione della rinuncia da parte dell’amministrazione comunale berica al progetto del Fondo immobiliare…

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Vicenza – Innanzitutto, perché aspettare l’ultimo momento, l’ultima frazione di mandato amministrativo, per presentare alla città un progetto importante come quello del Fondo immobiliare, che avrebbe impegnato la città per i prossimi decenni? Sia chiaro, condivido l’opinione espressa dalle categorie economiche di un “paese che dorme”, refrattario alla novità e al coraggio. Allo stesso modo mi dissocio da un’opposizione manichea che critica e appunto si oppone a tutto per “dovere istituzionale”. Ma non si può tacere un dato di fatto certo e incontrovertibile.

Questo progetto, non lo dico io ma lo afferma l’assessore Dalla Pozza, era pronto e disponibile allo studio di maggioranza e minoranza fin dal 2014. Allora perché presentarlo alla giunta e alla città in “zona Cesarini”, proprio mentre questa amministrazione prepara gli scatoloni per lasciare palazzo Trissino? Si badi bene, io sono tra coloro che ritiene che il sindaco sia nella pienezza delle sue prerogative fino alla fine del mandato, ma ci vorrebbe un uomo coraggioso, un cuor di leone, qualità non attribuibili a Variati che ha fatto della prudenza la sua arte.

Nel merito, penso non si tratti di finanza creativa, ma ritengo che la sua colpa sia quella di non aver avuto il coraggio di affrontare il tema nel tempo utile che aveva certamente a disposizione. Ma siccome “il diavolo ci mette le pentole ma non i coperchi” e un po’ di malizia non guasta nel clima rovente di una imminente campagna elettorale, un dubbio sorge spontaneo. Credo che il progetto del Fondo immobiliare, nei desiderata di Achille Variati, avrebbe dovuto caratterizzare il mandato da sindaco del suo prescelto Bulgarini D’Elci, ma la errata previsione dell’esito delle primarie segna la cifra del distacco di Variati dalla città.

Ora, a causa di calcoli politici sbagliati, del progetto Fondo immobiliare, che ritengo personalmente una valida opportunità da studiare e approfondire, rimangono solo macerie. Un’eredità diversa rispetto a quella lasciata 1dieci anni fa da Hüllweck, che permise invece al subentrato Variati di inaugurare il nuovo Tribunale, la nuova Fiera, la Basilica Palladiana “rivestita a festa” e la nuova stagione del Teatro Comunale, tornato nel pieno patrimonio della città di Vicenza.

Giorgio Conte – #saràbellissima

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