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Caccia, autorizzati i corsi per guardie venatorie volontarie

Venezia – La giunta regionale del Veneto ha autorizzato, su proposta dell’assessore all’agricoltura e alla caccia Giuseppe Pan, due nuovi corsi di formazione per guardia venatorie volontarie. I corsi, promossi dall’Associazione dei migratoristi italiani per la conservazione dell’ambiente naturale, si svolgeranno a Este e a Verona e formeranno 50 operatori volontari che andranno ad affiancare i corpi di polizia provinciale. Al termine dei corsi, i partecipanti saranno valutati da una commissione tecnica, di nomina regionale, che ne dovrà attestare l’idoneità a svolgere funzioni di vigilanza venatoria, controllo ambientale e salvaguardia delle colture.

Le guardie volontarie venatorie possono anche essere in possesso del tesserino di cacciatori, ma devono frequentare appositi corsi di formazione tenuto da biologi, esperti di fauna selvatica, ispettori di polizia provinciale, superare un esame di idoneità che ne accerti le conoscenze in materia ambientale e normativa, e operare, sotto il controllo e in coordinamento con la polizia provinciale nella quotidiana azione di vigilanza sull’attività venatoria. Attualmente in Veneto sono oltre 700 i volontari con funzioni di vigilanza venatoria.

Le guardie volontarie venatorie non devono essere confuse con coloro che invece sono abilitati a coadiuvare la polizia provinciale nei piani di contenimento di nutrie, volpi e cinghiali, ovvero i cosiddetti controllori, che sono attualmente 21.393, a fronte di 43.280 cacciatori regolari. Nel dettaglio, sono quasi seimila gli abilitati alla caccia delle nutrie, poco meno di settemila per la volpe, e oltre novemila per il contenimento dei cinghiali.

“In 25 anni di attività in Veneto dei volontari adibiti alle operazioni di controllo, non sono stati segnalati danni o incidenti – rileva Pan – a riprova che si tratta di una attività diversa dall’ordinaria attività venatoria, svolta da persone che vantano una ulteriore formazione ed esperienza rispetto a quella posseduta dai cacciatori ordinari. La loro attività, contingentata nei numeri e nella distribuzione territoriale, si sta rivelando particolarmente utile da quando, a seguito della riorganizzazione delle Province, il personale addetto al controllo della fauna selvatica è sempre più ridotto”.

“Qualcuno continua a fare confusione anche tra i volontari adibiti alle operazioni di controllo e i cacciatori – sottolinea l’assessore Pan –, sollevando timori per un presunto esercito di doppiette vaganti in orari notturni. Niente di più falso. Ringrazio, a nome della Regione, tutti questi operatori volontari perché senza il loro apporto sarebbe arduo garantire il controllo venatorio né si potrebbero pianificare i programmi avviati in Veneto per contrastare il proliferare delle specie dannose per l’agricoltura, come nutrie e cinghiali”.

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