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Il biotestamento è legge. I commenti della politica

Roma – Dopo molti mesi di discussione, polemiche, appelli di personalità di vario genere, l’Italia ha finalmente una legge sul fine vita, il biotestamento insomma, con il quale si dà ad un malato terminale la possibilità di scegliere, quando si è ancora in tempo per farlo, di non prolungare una esistenza fatta solo di dolore. La legge, come tutte quelle sui diritti civili, ha diviso in due il mondo politico, molto meno probabilmente l’opinione pubblica.

E’ passata in Senato con 180 sì, 71 voti contrari e sei astensioni. L’ampia maggioranza si è avuta soprattutto grazie al fatto che il provvedimento ha avuto sia il sostegno del Partito Democratico che quello del Movimento 5 Stelle. Contraria invece la destra, affiancata alla parte più conservatrice del mondo cattolico. Un conquista di civiltà dunque, un nuovo passo avanti del nostro paese, spesso buon ultimo in Europa nel campo dei diritti civili, verso un maggiore rispetto per i cittadini e per il buon senso.

Su questo tenore sono oggi i commenti degli esponenti del fronte progressista. Per quanto riguarda il mondo politico del Veneto, tra i primi ad intervenire c’è la deputata bassanese del Pd Rosanna Filippin, impegnata da tempo su questi temi, che ha parlato di una legge storica per il nostro paese. “Ci sono tante storie di uomini e donne – ha sottolineato – che in questi anni hanno deciso di abbandonare l’Italia per trovare dignità. Questa legge è dedicata a loro e ai loro cari. Pur in una legislatura così difficile si sono fatti molti passi in avanti sul piano dei diritti, dalla legge sul divorzio breve a quella sull’affido, passando per le unioni civili. Passi di cui sono orgogliosa di essere stata tra le promotrici e di cui gli italiani devono essere orgogliosi”.

Anche il deputato vicentino Federico Ginato, sempre del Pd, saluta con soddisfazione l’approvazione della nuova legge. “Il nostro paese – commenta – vince un’altra battaglia di civiltà, introducendo una norma sul fine vita equilibrata e che dà dignità e libertà di scelta alle tante persone malate, alle loro famiglie e alle associazioni che la chiedevano da anni. Con la votazione di oggi diventiamo un paese più civile”. Uno scatto di dignità da parte del Parlamento è la definizione che dà il capogruppo del Pd in consiglio regionale veneto, Stefano Fracasso. “L’avevo chiesto a gran voce da tempo – ricorda – e sono soddisfatto della votazione di oggi. Diamo finalmente dignità e libertà di scelta alle persone, senza pregiudizi ed uscendo dagli schemi ideologici che avevano bloccato questa legge per anni”.

Anche i socialisti veneti, per iniziativa del loro segretario regionale Luca Fantò, intervengono oggi parlando di una legge fondamentale che vede la luce. “Noi socialisti – scrive Fantò in una nota – siamo orgogliosi di aver sostenuto sin dall’inizio l’iter parlamentare che ha originato questa normativa in grado di restituire dignità anche alla politica, che oggi dimostra di saper essere ancora buon interprete dei bisogni dei cittadini”.

Ben diversi sono i commenti sull’altro fronte, quello delle destre, contrarie alla legge appena varata. Ad esempio Elisabetta Gardini, capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo, secondo la quale un governo di finti moderati impone di fatto l’eutanasia. “Una vergogna nascosta da una valanga di bugie – commenta la Gardini -. Non abbiamo, in Italia, un’emergenza accanimento terapeutico. Piuttosto, come raccontano troppe storie arrivate agli onori della cronaca, nel nostro paese si rischia l’abbandono terapeutico. D’ora in poi i medici, come accade già in altre parti d’Europa, prima di effettuare una rianimazione vorranno sapere qual è la volontà del paziente. E, siccome questo richiede tempo, aumenterà la mortalità. Mandiamo a casa questi Giuda e, una volta tornati al governo, ristabiliamo il primato della vita”.

Analogo è infine il commento di Elena Donazzan, consigliere regionale del Veneto, anche lei di Forza Italia. “Davvero non capisco – dice, affidando a Facebook il suo pensiero – tutti questi proclami alla civiltà, non capisco che cosa ci sia da festeggiare di fronte all’approvazione di una legge che di fatto maschera l’eutanasia. Oggi per me è un giorno di rabbia e tristezza, perché il Parlamento ha deciso di liquidare il primato della vita con un provvedimento ideologico e pieno di contraddizioni, che confonde l’accanimento terapeutico con le cure minime. Io festeggerò quando la promozione della vita sarà di nuovo al centro delle politiche sociali, con azioni concrete di sostegno e incentivazione alla natalità. Quando fare un figlio per una famiglia monoreddito o per una mamma lavoratrice non sarà più un lusso. Il prossimo governo di centrodestra lavorerà per raggiungere questi importanti obiettivi, ripristinando il primato della vita”.

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