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Galileo Galilei, in un dipinto di Justus Sustermans
Galileo Galilei, in un dipinto di Justus Sustermans

Rivoluzione Galileo. L’arte incontra la scienza

Padova – Sono esposti anche dei preziosi volumi della Biblioteca civica di Bassano del Grappa nella grande mostra “Rivoluzione Galileo. L’arte incontra la scienza” in corso a Padova fino al 18 marzo 2018 nel Palazzo del Monte di Pietà. La mostra, concepita da Giovanni Villa per la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo racconta, per la prima volta, la figura complessiva e il ruolo di uno dei massimi protagonisti del mito italiano ed europeo. In un’esposizione dai caratteri del tutto originali, dove capolavori assoluti dell’arte occidentale in dialogo con testimonianze e reperti diversi, consentono di scoprire un personaggio da tutti sentito nominare ma da pochi realmente conosciuto, intrecciando la scienza, la tecnologia e l’agiografia galileiana.

Per documentare l’importanza dello scienziato è stato riunito un numero impressionante di opere d’arte, a partire dagli splendidi acquerelli e schizzi dello stesso Galileo, che mostrano la sua altissima qualità di disegnatore, ma anche strumenti di lavoro appartenuti allo stesso Galileo. Lungo il percorso espositivo ci si imbatte poi in una serie di preziosi volumi galileiani o di altri scienziati dell’epoca.

Tra questi anche i dieci volumi provenienti dalla Biblioteca di Bassano, tra cui la rarissima prima edizione de “Le operazioni del compasso geometrico et militare” stampato a Padova nel 1606 e la “Istoria e dimostrazioni intorno alle macchie solari e loro accidenti” del 1613, volume quest’ultimo nel quale Galileo espone il suo pensiero in merito alle macchie solari e confuta la tesi sostenuta dal gesuita Christoph Scheiner secondo il quale le macchie altro non sono che ombre proiettate sulla superficie solare da corpi che si muovono tra la terra e il sole.

Sono esposte anche quattro rare edizioni del Cinquecento: il “De mundi et sphere” di Hyginus del 1502, volume di grande formato arricchito da bellissime incisioni dei segni zodiacali; il “Trattato della sphera” (1543) e “Sphera mundi” (1519) di Giovanni Sacrobosco, matematico astronomo e astrologo inglese autore di questi fondamentali trattati che ben presto divennero una lettura obbligatoria per gli studenti di tutte le università occidentali nei quattro secoli successivi e contribuì alla prima diffusione europea del sistema tolemaico. Infine c’è una bella edizione delle opere di Luca Gaurico, vescovo e astrologo italiano vissuto tra il Quattro e il Cinquecento, stampata a Basilea nel 1575.

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