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Bassano, Apindustria boccia la Bretella Ovest

Bassano del Grappa – La Bretella Ovest, a Bassano del Grappa, ovvero il nuovo percorso di collegamento stradale tra Bassano e Padova fa discutere e divide. La pensano diversamente su questa possibile nuova infrastruttura anche le categorie economiche, con Confiundustria e Confartigianato in prima linea a sostenerla mentre è invece copntraria Apindustria Bassano che, per voce del suo presidente William Beozzo, esprime il proprio disaccordo nel metodo e nel merito.

William Beozzo
William Beozzo

“Non possiamo condividere un progetto già vecchio – spiega Beozzo – in quanto una strada a due corsie non può di certo risolvere gli attuali problemi di traffico, e sarebbe realizzata per un importo, a nostro avviso spropositato, di 80 milioni di euro per soli 11 chilometri. Parliamo di un progetto che si inserisce anche in contesti ambientali molto delicati: a Tezze finirebbe in trincea, passando vicino ad una delle falde più inquinate d’Italia, mentre a Bassano attraverserebbe Quartiere Prè, già sede di un inceneritore dell’Etra e coinvolto dal passaggio della Superstrada Pedemontana. Senza dimenticare il Parco delle Rogge che, dopo le battaglie per la sua tutela, dovrebbe fare spazio ad una strada larga 50 metri”.

Insieme al merito della proposta, Beozzo, che è anche presidente di Confimi industria Veneto, non condivide il metodo di discussione. “Esiste un malumore diffuso da parte di altre categorie economiche e dagli amministratori dei territori coinvolti – sottolinea -, che sono stati eletti dai propri cittadini e amministratori che sono espressione della volontà popolare. Ma di questo non si è tenuto conto, e pertanto riteniamo che non ci siano più le condizioni per rimanere al tavolo di discussione, anche per un problema di rispetto verso chi rappresenta i lavoratori e i cittadini».

“Riteniamo necessario fermarsi – aggiunge Beozzo, invitando a rimettere la proposta in discussione – e fare il punto generale sulla situazione della viabilità locale, guardando alle nuove opere infrastrutturali che si stanno realizzando e a quelle esistenti che si vogliono modificare: la Pedemontana, il collegamento della statale del Santo, da Castelfranco a Romano d’Ezzelino, la nuova Valsugana. Bisogna tutelare il territorio, i paesi, e avere una visione d’insieme dal punto di vista viabilistico, per integrare al meglio tutte le opere pubbliche presenti e future, senza dimenticare la sostenibilità economica e ambientale, oltre che le esigenze delle comunità locali. Non possiamo continuare a valutare le singole opere senza contestualizzarle nel territorio di riferimento”.

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