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Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco - Foto: World Economic Forum (CC BY-SA 2.0)
Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco - Foto: World Economic Forum (CC BY-SA 2.0)

Banche, Visco ascoltato dalla Commissione

Roma – Giornata importante oggi per la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, che ascoltava quanto aveva da dire una delle personalità di maggior peso del sistema economico finanziario italiano, e certamente tra i più chiamati in causa nello specifico. C’era infatti davanti ai commissari il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. La sua audizione è andata avanti soprattutto su due binari.

Il primo, più politico, mirava a capere se vi erano state, negli ultimi anni, particolari ingerenze della politica, e qui si parlava soprattutto di Banca Etruria, con la domanda a Visco se avesse avuto mai pressioni per salvarla dall’allora premier Renzo o da Maria Elena Boschi. Il secondo aspetto di approfondimento riguardava invece il ruolo di vigilanza di bankitalia su quanto stava succedendo. In entrambi i casi, naturalmente, la Banca Popolare di Vicenza era, direttamente o indirettamente, al centro dell’attenzione.

Sul piano della vigilanza il governatore di Bankitalia ha smentito il giudizio che molti danno a proposito di una sottovalutazione del problema da parte della banca centrale, per quanto, a proposito del crack della popolare vicentina Visco abbia lasciato intendere che forse una maggiore attenzione poteva essere prestata. Ha tuttavia ricordato come già nel 2014 Bankitalia, con una ispezione, avesse scoperto le operazioni baciate.

Il governatore ha anche ribadito di non aver mai fatto pressioni sulla Banca Popolare di Vicenza, o su Gianni Zonin in particolare, affinché l’istituto rilevasse, come è stato detto da alcuni, Banca Etruria. In proposito ha aggiunto solo che l’allora premier Matteo Renzi gli chiese informazioni su questa eventuale acquisizione, e che lui non rispose. Visco ha affermato infine di non aver mai fatto pressione su Zonin per favorire la fusione tra la Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

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