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Banche, truffati BpVi scrivono alla Commissione

Vicenza – Tra pochi giorni il presidente della Repubblica scioglierà le Camere e si aprirà un periodo di campagna elettorale, probabilmente dura e dai toni accesi. Cosa succederà poi dopo il voto per il rinnovo del Parlamento è invece il problema più grande, dato che la legge elettorale con cui voteremo (tutta nuova, e questo è l’aspetto più incredibile) difficilmente farà nascere una maggioranza in grado di governare.

Ma è presto per parlare di questo, quantomeno per farlo entrando nel merito. Certo è che invece viene da chiedersi cosa avverrà del lavoro svolto dalla Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, lavoro che ha caratterizzato proprio questo ultimo periodo della legislatura che si sta chiudendo.

Se lo chiede, ad esempio, l’associazione vicentina “Noi che credevamo nella BpVi”, ovvero quella che raggruppa la maggior parte dei risparmiatori rimasti vittime del crack della Banca Popolare di Vicenza. Il suo presidente, Luigi Ugone, ha infatti preso carta e penna ed ha scritto alla commissione, in particolare al suo presidente, Pierferdinando Casini, chiedendo “ora che  le Camere stanno per essere sciolte, cosa farà la Commissione banche e cosa ha in agenda considerati i propositi che aveva alla sua costituzione”.

“Chiediamo inoltre – aggiunge Ugone – se la stessa darà pubblico accesso a tutti gli atti e documenti che detiene in modo che tutti i risparmiatori truffati e loro associazioni possano liberamente consultarli, atto che come capirete sarà indispensabile al raggiungimento di verità e giustizia in queste tragiche vicende che, come avete visto, coinvolgono centinaia di migliaia di cittadini onesti”.

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