sabato , 19 Giugno 2021
Ascanio Celestini
Ascanio Celestini

Vicenza, torna al Teatro Astra Ascanio Celestini

Vicenza -“Laika”, ospitato al Teatro Astra nel 2016, era stato acclamato come una delle migliori prove teatrali della sua carriera. Ora, a poche settimane dal debutto in ottobre al Romaeuropa Festival, Ascanio Celestini torna a Vicenza con “Pueblo”, il suo ultimo lavoroe seconda parte della trilogia sulle periferie, con cui l’attore e autore romano torna sui luoghi del precedente spettacolo per restituire un universo fatto di povertà, ma capace di brillare come un diamante: un mondo senza dèi, proprio come quello di “Laika”, in cui, nonostante tutto, accadono miracoli.

L’appuntamento è per venerdì 24 novembre, alle 21, sempre al Teatro Astra, all’interno del cartellone di “Terrestri 2017/18” curato dal centro di produzione teatrale La Piccionaia per il Comune di Vicenza. Come accadde per “Laika”, anche “Pueblo” ha visto esaurirsi in poche ore i biglietti, ma sarà possibile acquistare gli ultimi posti disponibili con lista d’attesa al botteghino del teatro, nella sera dello spettacolo, a partire dalle 20.

”Pueblo”, prima del debutto romano, è stato presentato anche al Festival Internazionale Biennale di Liège e poi a Bruxelles e a Parigi. Sta ricevendo molti consensi dalla critica, cosa che conferma Celestini come uno dei migliori narratori del teatro italiano, e ne disegna un ritratto sempre più vicino a quello di un poeta, capace di raccontare con o speranza le storie di coloro che speranza non hanno, gli ultimi e gli emarginati.

“Barboni, prostitute, facchini, zingari, giocatori d’azzardo – sottolinea La Piccionaia  -: accompagnato dalla fisarmonica di Gianluca Casadei, Celestini porta in scena la voce di un’umanità ai margini, quella della sua Roma popolare e periferica, ma allo stesso tempo universale. Come quella di Valentina, giovane cassiera che sogna di essere regina in un regno popolato dalle storie feroci e poetiche di altrettanti personaggi disillusi e traditi dalla vita. O quella di Domenica, una barbona che non chiede l’elemosina ed è innamorata di Said, africano facchino in un grande magazzino”.

“Personaggi che non hanno alcun potere e spesso stentano a sopravvivere – spiega anche lo stesso Celestini -, ma si aspettano continuamente che il mondo gli mostri qualcosa di prodigioso. Ci credono talmente tanto che alla fine il prodigio accade. Ignorano il potere di Dio o degli eserciti, ma hanno un’umanità molto evidente, il cui tratto principale è la debolezza: sono deboli anche quando sono violenti, sono deboli anche quando sono cattivi, sono deboli anche quando sono colpevoli. La loro forza e la loro debolezza sono la stessa cosa e, per questo, vorrei che riuscissero a rappresentarla per intero”. Per ulteriori informazioni: info@teatroastra.it, www.teatroastra.it.

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