Vicenza, quali misure di sicurezza all’Hotel Europa?

Vicenza – “L’ex Hotel Europa è nuovamente al centro delle cronache per un nuovo episodio di violenza che vede protagoniste persone che utilizzano impropriamente ed abusivamente l’immobile. La struttura è da poco stata aggiudicata all’asta. Nei mesi scorsi, la preoccupazione dei residenti e degli operatori economici dell’area aveva spinto il quartiere a sottoscrivere una petizione che aveva raccolto circa 1.800 firme contro la possibile trasformazione dell’ex hotel in una struttura di accoglienza per richiedenti asilo”.

E’ quanto si legge nelle prime righe di una interrogazione presentata al consiglio comunale di Vicenza dal consigliere Raffale Colombara sulla delicata questione dell’accoglienza dei profughi, e nello specifico, del futuro dell’ex Hotel Europa di Vicenza, acquistato nei mesi scorsi dalla stessa sovietà che gestisce l’Hotel Adele, struttura appunto destinata ad ospitare i richiedenti asilo in città. La paura di molti vicentini è, naturalmente, che la stessa sorte tocchi all’ex Hotel Europa.

“La società – ricorda infatti Colombara – ha dichiarato l’intenzione di ristrutturare lo stabile e trasformarlo in una struttura a quattro stelle. Nel frattempo, tuttavia, essa rimane un punto di aggregazione per irregolari, fonte di grande preoccupazione tra i residenti del quartiere, oltre che cattivo biglietto da visita per l’ingresso in città. Un costo sociale ed economico pesante per una comunità. Una situazione che non si può più tollerare”.

Il consigliere comunale chiede quindi all’amministrazione a che punto è l’iter dell’assegnazione dell’immobile alla nuova proprietà, se sono stati presentati progetti per la sua ristrutturazione, quanti interventi sono stati negli ultimi anni dalle forze dell’ordine per il controllo e la sicurezza sull’hotel Europa. Il consigliere chiede anche di sapere se sono stati presi provvedimenti siano stati presi nei confronti di quei frequentatori abusivi della struttura che si sono resi protagonisti di fatti delittuosi.

Infine Colombara chiede “se vi siano gli estremi per obbligare la proprietà, o chi temporaneamente in questo momento gestisce la struttura, a mettere in sicurezza l’immobile, anche attraverso la realizzazione di opere murarie o altre misure atte a sigillare l’edificio”.

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