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Vicenza, preziosi giocattoli d’epoca al Chiericati

Vicenza – Oltre cinquemila giocattoli d’epoca, per un valore di un milione di euro, andranno ad arricchire la proposta dei Musei Civici di Vicenza, esposti nell’ala ottocentesca di palazzo Chiericati. Si tratta della collezione Cavalli-Rosazza, una delle più significative collezioni europee di giocattoli di piombo e latta risalenti al periodo tra Ottocento e Novecento, messa assieme da Anna Rosazza e Giancarlo Cavalli, di Torino. Arriva nella nostra città grazie ad un comodato d’uso gratuito di Anna Rosazza, che si tramuterà poi in donazione una volta ottemperato il vincolo espositivo a Palazzo Chiericati.

A dare l’annuncio, questa mattina, è stato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci, presenti anche il direttore onorario della pinacoteca civica vicentina, Giovanni Carlo Federico Villa, e la stessa Anna Rosazza (nella prima foto della sequenza in alto nella pagina). La collezione di giocattoli si integrerà bene con il riallestimento dell’ala ottocentesca di Palazzo Chiericati, nella quale si potranno ammirare anche collezioni di pittura, scultura, tessuti e mobilio della stessa epoca.

La collezione si compone di oggetti unici al mondo, tra i quali spiccano i soldatini di piombo e di carta delle marche Britain, Heide, Mignot e Lucotte, e i trenini Märklin, Bing, Elastoin. Nello specifico sono presenti 4586 soldatini, 214 personaggi civili, 131 treni e 99 pezzi di arredo delle relative stazioni, 61 lanterne magiche, 12 navi, 10 automobili, 5 giochi di società e 91 giocattoli di vari tipi. Si possono trovare scatole contenenti giochi, come una francese di fine Ottocento, in cui si vede una passeggiata con le prime auto dell’epoca, ed un’altra in cui viene ricreato il mondo del circo, o un’altra ancoera, nell’epoca delle prime esplorazioni artiche, con i francesi che piantano la loro bandiera tra eschimesi e animali.

C’è poi un forte del 1898 (uno dei tre pezzi esistenti al mondo) dipinto a mano con un meccanismo che fa ruotare i soldatini e tantissimi pezzi che fanno parte delle prime collezioni di treni elettrici completamente animati con personaggi civili e arredi tridimensionali. Si trova, poi, la prima collezione al mondo completa di sei giocatori di biliardo, parecchi giocattoli di latta della seconda metà dell’Ottocento, soldatini di piombo e di carta, lanterne magiche con lastre perfettamente funzionanti.

“Ci piacerebbe farne molte di conferenze come quella di oggi – ha detto Bulgarini d’Elci presentando e ringraziando Anna Rosazza – La storia di questo museo si basa proprio su elargizioni e donazioni e la collezione Cavalli-Rosazza troverà una prestigiosa collocazione. Faremo una prima esposizione in prossimità della fine del mandato amministrativo, per far conoscere ai vicentini e ai turisti la peculiarità e l’originalità di questa ricchissima collezione”.

“Ospitare una collezione di giocattoli a Palazzo Chiericati non è un fatto del tutto scontato – ha poi osservato Giovanni Carlo Federico Villa – dal momento che nel panorama europeo non esistono musei dedicati, se non a Londra, (The Museum of Childhood), mentre a Parigi ci sono state piccole e sporadiche iniziative. Questa collezione ci racconta un’epoca molto precisa, ovvero quella tra la metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, dove l’industrializzazione ben si sposa con la storia di Vicenza e il suo sviluppo economico. Come da tradizione piemontese, si tratta di una collezione di straordinaria qualità, importanza e singolarità, con pezzi in perfetto stato di conservazione e funzionamento”.

“I giocattoli – ha aggiunto Villa – sono stati acquistati ad aste importanti con valori di mercato elevati. Ad esempio, la nave Panther della Märklin, di epoca tra il 1875 e il 1895, ha un valore di acquisto di 75 mila euro, mentre il fortino del 1898 della Märklin, uno dei tre pezzi esistenti al mondo, è stato acquistato per 45 mila euro. Una parte della collezione è stata presentata in passato in occasione di una mostra a Palazzo Pitti, a Firenze, e successivamente al castello di Masino, in provincia di Torino, a cura del Fai, e ha dato vita a un catalogo importante uscito alla fine degli anni 90 che ha messo per la prima volta in luce questa collezione”.

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