Il capo delegazione Alessandro Mocellin con il prof. Darcy Loss Luzzatto, autore di dizionari e grammatiche sul ‘talian’, o veneto brasileiro
Alessandro Mocellin con il prof. Darcy Loss Luzzatto, autore di dizionari e grammatiche sul “talian"

Veneti nel mondo, missione culturale in Brasile

Venezia – Quattro giovani veneti in missione culturale in Brasile nell’ambito del progetto “Catarse tra Veneti”, che ha condotto giovani di diverse parti della nostra regione a conoscere altri veneti, quelli del Rio Grande do Sul, discendenti di coloro che emigrarono in Brasile oltre un secolo fa. Sono Anna Tolin, restauratrice e grafica padovana, Mattia Stoppato, consigliere comunale di San Giovanni Lupatoto, Andrea Grazian, tecnico agrario vicentino, e Alessandro Mocellin, bassanese, direttore della ”Academia de ła lengua veneta”.

La missione culturale veneta è stata ideata e organizzata dall’associazione InfoMedia Veneto, che si occupa di diffondere la cultura veneta in Veneto e nel mondo. Il progetto ha ottenuto un contributo anche dell’ assessorato ai flussi migratori e ai veneti nel mondo della Regione del Veneto. I quattro hanno incontrato nove comunità di due diverse province di Rio Grande do Sul, cinque scuole, tre università (Santa Maria, Caxias do Sul e Porto Alegre) dove hanno partecipato, anche in qualità di relatori, a seminari internazionali sul talian, nell’ambito di progetti scientifici volti a promuovere progetti di divulgazione e insegnamento del veneto-brasileiro.

“L’emigrazione in Brasile – hanno rilevato Mattia Stoppato e Matteo Grazian – è stata un fenomeno al 90% veneto. E ancor oggi il talian, che in realtà è veneto-brasileiro, o veneto-riograndes, è la lingua comune nelle comunità di immigrazione nord italiana in Brasile. Toponimi come São João do Polêsine, Vale Vêneto, Nova Padua, Nova Bassano, Novo Treviso, Val Verones, Val Feltrina, Nova Udine, Nova Veneza, e persino Monte Grappa sono la prova di come i veneti abbiano voluto riprodurre la loro terra dall’altra parte del mondo”,.

“È stato anzitutto un momento per conoscersi e riconoscersi – commenta Anna Tolin -. Distanti oltre 10.000 km dal Veneto, sentire uomini e donne, anche bambini, nati nel sud del Brasile parlare la nostra lingua veneta, che è la lingua dei loro padri, è stato davvero emozionante”. Tra il 1875 e la prima guerra mondiale, da quella che allora era chiamata “la Venezia” e contava 2,6 milioni di abitanti, emigrarono 1,4 milioni di abitanti. Il veneto-brasileiro da novembre 2014 è riconosciuto ufficialmente come lingua dal Brasile. La delegazione veneta ha partecipato anche al seminario sul multilinguismo organizzato dall’Università Federale dello Stato del Rio Grande do Sul di Porto Alegre.

“Questi progetti fanno bene alla cultura, non solo quella veneta e dell’emigrazione, ma alla cultura in generale – ha infine messo in evidenza l’assessore regionale ai flussi migratori Manuela Lanzarin – perché aiutano i giovani ad incontrarsi, ricucendo le distanze e le ferite che la storia a volte ha creato e premiando i valori dello studio, dell’incontro, dello scambio, del rispetto delle identità e della crescita umana, all’insegna di un patrimonio culturale e anche linguistico che inizia ad essere apprezzato e riconosciuto”.

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