Tav Vicenza, Zaltron: “Si decida dopo le elezioni”

Vicenza – Sospendere  la votazione del progetto preliminare per l’attraversamento di Vicenza da parte della linea di alta velocità ferroviaria e lasciare la decisione al nuovo consiglio comunale, che si insedierà nei primi mesi del 2018. E’ la proposta contenuta in una mozione presentata al consiglio comunale di Vicenza da Liliana Zaltron, consigliera per il Movimento Cinque Stelle, che dunque non demorde nella sua battaglia contro le grandi opere, spesso inutili e certamente costose ed impattanti. Ed una di queste è appunto la Tav.

Liliana Zaltron
Liliana Zaltron

Del resto M5S si era dichiarato contrario all’opera, fin da subito, proponendo anche di lasciare ai cittadini la decisione, con un referendum, proposta che, ricorda Zaltron, è caduta nel vuoto. La consigliera ricorda inoltre, nella sua mozione, come il progetto Tav di Vicenza riguardi un’opera “ideata più di quindici anni fa, che si inserisce su di un territorio ed una realtà sociale profondamente cambiati, per cui i presupposti su cui essa si basava sono completamente da rivedere”.

“Insistere in questa direzione – continua – vorrebbe dire realizzare un’infrastruttura che sostanzialmente non serve, costosa e che impatterà fortemente sul territorio con cantieri che dureranno almeno sette anni”. Zaltron ricorda poi che un argomento così importante come la Tav non era neanche stato dibattuto nella passata campagna elettorale e che il Movimento Cinque Stelle ha chiesto più volte, all’amministrazione comunale di Vicenza, che venisse consultata la popolazione.

Le risposte, ricorda la consigliera, sono state due questionari (uno è stato il Delphi, l’altro è stato fatto online e vi hanno risposto non più di 545 cittadini), messi in campo solo per distogliere l’attenzione dalle richieste del M5S. “Riteniamo sia poco responsabile – rileva Zaltron – che questa amministrazione, in scadenza di mandato, si pronunci in consiglio comunale su un tema così impattante sulla cittadinanza”.

Inoltre “gli impegni di Rfi per viabilità e filobus – conclude -, in assenza di atti giuridici vincolanti come gli accordi procedimentali, rappresentano meri strumenti  per ottenere il consenso dell’amministrazione e indirettamente dei cittadini. Sarebbe corretto invece che la questione Tav possa essere ampiamente dibattuta durante la prossima campagna elettorale”.

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