L'aula del Senato
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Spesometro, Confindustria: “Bene blocco sanzioni”

Vicenza – “All’indomani del disastro dello Spesometro, ci siamo attivati subito sia intervenendo nel dibattito pubblico sia attraverso Confindustria nazionale”. Così il presidente di Confindustria Vicenza, Luciano Vescovi, in merito alla sospensione del servizio Fatture e Corrispettivi del canale web dello Spesometro, del settembre scorso. “Abbiamo chiesto due cose – ricorda il presidente di Confindustria Vicenza -: in primis il blocco di ogni possibile sanzione collegata al grave malfunzionamento dello Spesometro di cui le aziende non sono in alcun modo responsabili, anzi sono le prime vittime. E poi abbiamo chiesto la semplificazione delle informazioni da comunicare all’Agenzia delle Entrate ed una conseguente indicazione organica, completa e coerente di come effettuare queste comunicazioni evitando pastoie burocratiche”.

“Come riconosciuto – continua Vescovi – anche dallo stesso relatore del Dl fiscale, Silvio Lai, è evidente che questa sollecitazione del mondo imprenditoriale è stata tenuta in debito conto visto che la risposta del Governo e della Camera, su questi due punti, è stata positiva su tutta la linea. Ci aspettiamo che al Senato l’iter legislativo prosegua su questa via senza intoppi di sorta. Giovedì 9 novembre, la Commissione Bilancio di Montecitorio ha, infatti, dato il via libera ai correttivi sullo Spesometro che da un lato prevedono l’abolizione delle sanzioni relative all’invio dei dati delle fatture del primo semestre 2017 (purché sanati con un nuovo invio); dall’altro semplificano le procedure di trasmissione dei dati con la possibilità sia di cumulare tutte le fatture sotto i 300 euro, sia di inviare i dati anche su base annua o semestrale”.

“Ora – conclude Vescovi – vigileremo attentamente sull’applicazione di quando deliberato anche perché queste modifiche sono strettamente correlate all’obbligo generalizzato della fattura elettronica per tutte le imprese a partire dal 2019. Dopo l’esperienza dello Spesometro, che ha dimostrato l’inadeguatezza dei sistemi informatici a raccogliere masse enormi di dati, sarebbe opportuno introdurre gradualmente quest’obbligo allo scopo di dare maggior tempo all’Agenzia delle Entrate per testare e tarare in modo blindato i sistemi informatici e alle imprese di minori dimensioni per adeguare i propri”.

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