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Università di Padova, il cortile di Palazzo Bo - Foto: Sailko (CC BY 2.5)
Università di Padova, il cortile di Palazzo Bo - Foto: Sailko (CC BY 2.5)

Padova, tangenti all’università. Due arresti

Padova – “La corruzione è sempre una tentazione in agguato dove ci sono interessi, soprattutto a carattere economico, e tale fenomeno si verifica anche negli ambienti più impensabili, addirittura in luoghi come l’università, che dovrebbero essere esempio di trasparenza e correttezza. Se da un lato non dobbiamo mai abbassare la guardia e intensificare i controlli affinché tali episodi vengano puniti in modo esemplare, non possiamo nemmeno generalizzare e pensare che tutto il sistema sia corruttibile”

A pensarla così è Sergio Berlato, consigliere regionale e coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia Alleanza nazionale, commentando una notizia di oggi, una delle tante che purtroppo raccontano di fatti di piccola o grande corruzione. Stavolta si parla di un funzionario dell’università di padova, Ettore Ravazzaolo, dirigente dell’area edilizia e sicurezza, accusato di aver richiesto ad una impresa piccoli lavori di manutenzione nella propria casa di Valdagno in cambio di un aiuto nelle gare di appalto indette dall’ateneo.

Ravazzolo, nato a Valdagno ma residente a Padova, è finito ai domiciliari con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta. Nei guai, assieme a lui, anche la “controparte”, ovvero un piccolo imprenditore edile della bassa padovana, Massimiliano De Negri, di Santa Margherita d’Adige.

“La magistratura  – continua Berlato nel suo commento – ha dimostrato in più occasioni di poter agire in modo efficace e con tempistiche certe. Lo stesso vale per le forze dell’ordine, donne e uomini in divisa che sono impegnati, ogni giorno, in un lavoro straordinario a servizio della giustizia. Contro ogni forma di corruzione però l’arma vincente è la cultura della legalità che ognuno di noi deve trasmettere con l’esempio, facendo il proprio dovere, ad di là del ruolo che si ha nella società, della propria professione, sia in pubblico che in privato”.

“A tal proposito quindi – conclude il consigliere regionale – esprimiamo solidarietà al rettore dell’università di Padova, ai docenti e al personale amministrativo che con dedizione e onestà svolgono quotidianamente il loro operato. Una mela marcia non può infangare il nome di una istituzione importante e prestigiosa come l’ateneo patavino”

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