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Quale democrazia se il popolo non governa? 

Manovra, niente per i truffati da banche venete

Roma – “Questa legge di bilancio verrà ricordata come il più plateale assalto alla diligenza di questa legislatura. Nella manovra economica hanno prelevato soldi pubblici a piene mani, destinandoli ai partiti, ad associazioni e fondazioni vicine alla politica, hanno condonato 40 milioni di Imu alle società di gestione dei rigassificatori, e tentato di omaggiare qualche miliardo ai concessionari autostradali, tramite la proroga dell’in-house. Insomma soldi ce ne sono stati tanti e per tutti. Tranne che per i risparmiatori truffati da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca”.

Enrico Cappelletti
Enrico Cappelletti

Così, il senatore veneto del Movimento Cinque Stelle Enrico Cappelletti, commentando il cammino della legge finanziaria, che quasi oggi anno, nel povero Bel Paese, fa parlare di sé in questi termini, evocando il vecchio west e… le diligenze.

“Renzi – continua Cappelletti – aveva annunciato a gran voce, durante il suo viaggio in Veneto, la costituzione di un fondo ad hoc per le vittime dei crac, ma di fatto la montagna ha partorito un topolino. Questi risparmiatori, oltre 210 mila, sono rimasti vittime di banchieri infedeli, ma anche delle responsabilità ed omissioni degli organi di controllo. Inoltre, il decreto sulle banche popolari venete, proteggendo Banca Intesa da qualunque pretesa dei creditori, ha reso di fatto impossibile per i risparmiatori truffati ottenere qualunque tipo di risarcimento, pur avendone il diritto”.

“Dunque stride che a fronte di precise responsabilità di governo e maggioranza, corresponsabili per danni diretti ai risparmiatori per undici miliardi, venga loro dedicato solo un micro-fondo di 25 milioni di euro per due anni, pari a meno dello 0,45% della ricchezza perduta. Stride questa cifra, tanto più se la si confronta con la sequela di provvedimenti, per decine di miliardi, a beneficio del sistema bancario nazionale, occorsi in questa legislatura. Per dirne uno, solo il decreto sulle popolari venete ha consentito al fondo interbancario di tutela dei depositi, e quindi al sistema bancario, di risparmiare 11 miliardi di euro. A fronte di queste cifre, un intervento da 25 milioni non può che ritenersi insufficiente, una umiliazione per le vittime dei crac. Il nostro emendamento, bocciato in commissione, prevedeva un fondo ben maggiore, fino a 4 miliardi di euro, che non avrebbero pesato sui conti pubblici. Sarebbe stato coperto da un dimensionamento dei provvedimenti fiscali di favore, concessi al sistema bancario in questa legislatura”.

“Volendoci proprio sforzare – conclude il senatore pentastellato -, nonostante i tanti suoi limiti, un paio di elementi positivi su questo fondo li possiamo trovare. Innanzitutto è un riconoscimento delle responsabilità di maggioranza e governo, che cercano di metterci una toppa dopo aver danneggiato i risparmiatori vittime dei crac; in secondo luogo, nel bene o nel male, un fondo è stato costituito, fondo che proveremo ad integrare e migliorare nel passaggio del provvedimento alla Camera. Certo sarà molto più probabile arrivare ad approvare queste modifiche nella prossima legislatura, ovviamente se cambierà la maggioranza politica. Questa maggioranza ha ampiamente dimostrato di non voler affatto affrontate la questione delle vittime dei crac bancari. Ai cittadini ed ai risparmiatori truffati penseremo noi con il prossimo governo, se i cittadini ci daranno la loro fiducia”.

Un commento

  1. Francesco Cecchini

    Cosa dice Puppato?

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